Giovedì, 13 Dicembre 2018

    Da D'Amato (M5S) esposto in procura contro la Cementir In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    “Fare chiarezza sulle eventuali ricadute ambientali e sanitarie provocate dalle emissioni prodotte dalla Cementir di Taranto, in particolare dal co-incenerimento nei forni”. E' questa la ragione al centro dell'esposto presentato ieri alla Procura di Taranto dall’europarlamentare tarantina del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato. Esposto che porta anche la firma di Piernicola Pedicini, parlamentare europeo M5S, e dei consiglieri regionali pugliesi Antonella Laricchia, Grazia Di Bari, Mario Conca, Rosa Barone, Antonio Salvatore Trevisi, Cristian Casili e Gianluca Bozzetti.

    I rappresentanti del Movimento 5 Stelle chiedono alla procura di verificare il rispetto della direttiva europea del 2010 sulle emissioni industriali. Inoltre si chiede di verificare se le ceneri da "combustibili solidi secondari” - un mix di rifiuti non pericolosi bruciati nell’impianto utilizzate nel ciclo produttivo del cemento - siano o meno dannose per l’ambiente, per la salute pubblica dei cittadini e dei lavoratori e possano palesare rischi di perdita di resistenza meccanica dello stesso cemento prodotto.

    Inoltre, i pentastellati hanno posto il problema del potenziale rischio sanitario per i lavoratori che, attraverso inalazione e assorbimento transdermico, potrebbero essere esposti a cromo e cadmio. "Ove l’esposto-denuncia dovesse trovare oggettivi e comprovati riscontri - affermano i rappresentanti del M5S - verrà chiesto alla procura di esercitare l’azione penale, chiedendo di punire i responsabili come per legge, disponendo, qualora ritenga sussistenti i presupposti in via cautelare, il sequestro del cementificio".

    "Siamo profondamente preoccupati per gli effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana del co-incenerimento nei forni di cemento - hanno dichiarato Pedicini e D'Amato -. Ci siamo attivati dopo che l'Italia ha approvato una legge che facilita la combustione dei rifiuti urbani come combustibili solidi secondari. Grazie a questa legge, molti cementifici, come il Buzzi Unicem di Barletta ed il Cementir di Taranto, ora trovano redditizio bruciare i rifiuti. La questione - hanno aggiunto - è stata anche posta all'attenzione della Commissione Ue con varie interrogazioni presentate nei mesi scorsi dal M5S Europa e alle procure di altre regioni italiane. Alla Commissione è stato chiesto di colmare i vuoti normativi intervenendo per proteggere i cittadini da una pratica che aumenta le emissioni di inquinanti pericolosi e mette in pericolo la salute pubblica. Inoltre, è stato chiesto che intervenga per far sì che i combustibili derivati dai rifiuti (Cdr) vengano coperti dalla Regolamentazione europea relativa alla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione dei prodotti chimici".

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