Giovedì, 13 Dicembre 2018

    Cassonetti riversati in strada e proteste contro la produzione del film, caos in citta vecchia In evidenza

    Cassonetti riversati in strada e proteste contro la produzione del film, caos in citta vecchia Foto Studio Renato Ingenito

    Protesta in città vecchia stamane per le riprese del film “6 Underground”. Alcuni commercianti hanno riversato in strada cassonetti e spazzatura in segno di protesta contro la produzione del film.


    L’assessore alla Cultura, Fabiano Marti, ha manifestato tutta la sua indignazione attraverso un post su Facebook: “Stamattina, in città vecchia, alcuni commercianti hanno tentato di bloccare il più importante set cinematografico mai sbarcato in Puglia rivoltando i cassonetti su via Cariati e avanzando assurde richieste monetarie. La Digos e la Polizia Municipale - continua l’assessore - hanno già liberato la zona e compiuto accertamenti sulle licenze dei "commercianti". Pugno duro con questi personaggi e con chiunque persegue la via dell'illegalità e dell'ignoranza! Ora però vorrei che tutta la città - auspica Marti- che ha accolto con entusiasmo la produzione hollywoodiana e che sta vivendo una straordinaria esperienza, si indignasse con noi e manifestasse il suo dissenso. Altrimenti resteremo soli, e sarà impossibile cambiare le cose!”.
    Rabbia anche da parte di Confesercenti: “Non siamo a discutere delle ragioni che hanno portato questi commercianti ad inscenare la protesta che potrebbero anche essere concrete, ma sul metodo utilizzato non si può pretendere di chiedere attenzione e rivendicare eventuali diritti lesi andando a ledere il lavoro di altri. In questa città la cultura “di chi più grida ha ragione” - sottolinea Confesercenti - è prevalsa e continua a prevalere sulla parte sana e rispettosa delle regole che cerca di riportare Taranto ad essere una città normale”.
    L’invito di Confesercenti è chiaro: “Iniziamo a lavorare tutti quanti perché ci sia un cambio di cultura sul modo di fare in questa città, tutti quanti iniziamo ad isolare e non diamo udienza a chi pensa di poter risolvere i propri problemi urlando e prevaricando il prossimo, ma nello stesso tempo organizziamoci perché eventi eccezionali vengano gestiti al meglio arrecando il minimo disagio a tutti prevedendo per tempo tutti i possibili risvolti negativi che possano sorgere nei confronti di tutti gli interessati”.

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