Venerdì, 19 Ottobre 2018

    Ilva, al via il confronto sugli esodi volontari In evidenza

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    I sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb e Ilva in amministrazione straordinaria sono a Roma per avviare la procedura di licenziamento collettivo cui seguirà, a stretto giro di posta, la riassunzione delle 10.700 unità che transiteranno nel gruppo Am InvestCo. I lavoratori in esubero rimarranno alle dipendenze di Ilva in amministrazione straordinaria. Nel corso di tale procedura si capirà quanti intenderanno scegliere la strada dell’esodo volontario, ovvero dell’uscita dalla fabbrica. Si tratta di uscite anticipate e incentivate nel quadro dell'accordo firmato al Mise lo scorso 6 settembre tra sindacati, Ilva e Arcelor Mittal, il nuovo proprietario dell'azienda siderurgica.

    Il Governo ha stanziato 250 milioni di euro per favorire il processo di esodo volontario, prevedendo un incentivo che si aggira intorno ai 100 mila euro a lavoratore.

    Per il sito di Taranto si parla di un esubero strutturale dichiarato pari a 2.586 dipendenti. A Genova, invece, l'esubero e' di 467 addetti su un organico di 1.472. Nella lettera inviata dai commissari alle sigle sindacali si legge che "in ragione della cessazione dell'attivita' produttiva connessa alla gestione degli impianti oggetto di affitto, fatte salve le residue esigenze tecnico produttivo connesse all'espletamento delle attività proprie di Ilva in amministrazione straordinaria ed il ricorso alla cassa integrazione guadagni, Ilva, in esecuzione dell'accordo sindacale ministeriale, intende offrire nell'ambito dell'arco temporale e alle condizioni previste" (dall'accordo del 6 settembre scorso) "l'incentivazione all'esodo del personale che, nei limiti degli esuberi dichiarati, non abbia nelle more formalizzato la ricollocazione lavorativa".

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