Giovedì, 13 Dicembre 2018

    Six Underground, bocche cucite: nessuno vuole parlare di soldi In evidenza

    By F. Calderone Ottobre 05, 2018 927
    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio R.Ingenito

    Quei cassonetti rovesciati da alcuni commercianti della città vecchia in via Garibaldi hanno fatto rumore. La protesta contro i blocchi stradali legati alle riprese del film Netflix “Six Underground” è arrivata sino a Firenze, città che aveva ospitato la produzione sino a qualche giorno prima. Ed allora - a fronte della contrapposizione tra i sostenitori e detrattori del blockbuster – abbiamo deciso di approfondire gli aspetti meno indagati di questa vicenda.

    Come arriva Netflix a Taranto

    Come sempre, in questi casi, è bene partire dal principio. Quando è nata l’idea di effettuare le riprese proprio nella nostra città? E chi ha contribuito fattivamente affinché questo importante avvenimento si concretizzasse?

    Risposte in merito ci sono state fornite dal direttore generale di Apulia Film Commission, Antonio Parente: “Come accade con tutte le pellicole, non si tratta soltanto di un lavoro esecutivo ma soprattutto di progettazione. Noi di Apulia Film Commission eravamo al lavoro da un anno e mezzo con l’obiettivo di attrarre la produzione a Taranto. Da diversi anni – prosegue Parente – inseguiamo vari progetti importanti ed internazionali grazie al supporto della regione Puglia, che ha a disposizione un fondo complessivo pari a 10 milioni di euro”.

    Apulia Film Commission non sostiene economicamente le produzioni cinematografiche: “Non eroghiamo contributi, ma esclusivamente servizi gratuiti come foto scouting; inoltre ospitiamo in alcune location i produttori, che possono attingere dal fondo regionale. Al momento – aggiunge Parente – il tutto è in fase di valutazione e non sappiamo ancora con certezza se avranno diritto ad un contributo”.

     

    Si gira a Taranto ma non è Taranto

    Rispetto al timore che Taranto non sarà rappresentata nella pellicola con il suo nome, ovvero come una città pugliese, Parente è molto chiaro: la città sarà riconoscibile. “Non promuoviamo – afferma - la Puglia in cartolina come accade nelle commedie. Noi portiamo qui determinati film perché permette di far alloggiare ben 500 persone in città e fa guadagnare tante altre figure locali come le comparse. Taranto sarà riconoscibile – assicura il dg di Apulia Film – ma non rappresenterà la città che tutti conosciamo perché il cinema è anche una fabbrica di finzione. Ovviamente anche per Firenze o Los Angeles varrà la stessa cosa. Posso solo dire che il dittatore protagonista del film non sarà di nazionalità italiana”.


    E a Firenze?

    Dall’ufficio stampa del comune di Firenze, città che ha ospitato le riprese del film nelle scorse settimane, emergono intanto news più dettagliate sui contributi elargiti dalla produzione. Cinquecentomila euro la somma complessiva ottenuta dall’amministrazione toscana per la concessione del suolo pubblico e le varie licenze rilasciate. Inoltre, in questo computo è compresa una sorta di dono della produzione da 100mila euro. Anche i commercianti che hanno subito maggiori disagi hanno ricevuto introiti economici pari a circa 500 euro.

    Ma i dati maggiormente significativi giungono dall’indotto: Firenze e dintorni hanno avuto un beneficio economico di un milione e mezzo di euro.

     

    Commercianti, rimborsi e produzione: Netflix non vuole parlare

    A Taranto le contrattazioni tra i commercianti e la produzione di “6 Underground” sarebbero avvenute esclusivamente in maniera privata, senza far riferimento alla Confcommercio.

    Ma su questo argomento si è alzata un cortina di reticenza che ha pochi precedenti nella storia recente della città. Nonostante i nostri tentativi di contattare la produzione del film, in particolare il location manager Fabio Marini e Francesca Casarino dell’ufficio stampa di Netflix Italia – che pure hanno risposto al telefono salvo voler interrompere la comunicazione dopo aver appreso che si trattava di una testata giornalistica -, nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni su “Six Underground”, le modalità con cui sono stati selezionati i commercianti da risarcire e le somme elargite.

     
    Il giudizio del Comune di Taranto

    Interpellata dalla nostra redazione, il vicesindaco di Taranto Valentina Tilgher ha annunciato un accordo economico con la produzione, ma al momento non si può comunicare la somma: “Si tratta di un atto pubblico ufficiale, dunque non possiamo ancora rivelare le cifre; sicuramente faremo comunicazioni in merito nei prossimi giorni”.

    I commercianti interessati dalle riprese cinematografiche avrebbero però ricevuto sostegno, secondo il vicesindaco che aggiunge: “La produzione è entrata in città in punta di piedi, sostenendo le attività interessate dalle riprese e nei servizi del film. I produttori si sono subito interfacciati con queste persone, l’impatto del film è stato importante anche per la viabilità ma i benefici sono stati sicuramente ben superiori”.

    Tilgher si dice pienamente soddisfatta: “Siamo estremamente contenti per questa esposizione mediatica ottenuta dalla nostra città, che ha ospitato tra l’altro l’importane yacht Kismet. Taranto è stata vivificata da questa esperienza – conclude il vicesindaco - e le ricadute visive ed economiche sono state notevoli”.

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