Venerdì, 19 Ottobre 2018

    In lacrime davanti al gip, ma il padre della bimba resta in carcere In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Confermati gli arresti per l'uomo che domenica pomeriggio ha scaraventato la figlia di 6 anni giù dal terzo piano. Al giudice per le indagini preliminari che lo ha interrogato avrebbe detto solo poche parole, chiedendo in lacrime la possibilità di rivedere i due figli. Su tutto il resto, il 49enne di Taranto finito in carcere con l'accusa di tentato omicidio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    Ad assisterlo vi era un avvocato d'ufficio dopo la rinuncia al mandato da parte del legale di fiducia. Quest'ultimo ha dichiarato di non poter accettare l'incarico in quanto genitore di un bimbo di 7 anni.

    Nessun dettaglio, quindi, e nessuna spiegazione da parte dell'indagato sulla domenica di follia che lo ha visto tristemente protagonista. Al giudice non ha spiegato perché ha accoltellato al collo il figlio 14enne dopo averlo attirato con un tranello in una stradina nei pressi della motorizzazione e sia poi tornato nell'abitazione di sua madre, lanciando nel vuoto la figlia di 6 anni

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