Domenica, 18 Novembre 2018

    Ilva, presentato ricorso al Consiglio di Stato per stoppare la fabbrica

    Prendendo le mosse da un articolo pubblicato questa mattina sulla Gazzetta del Mezzogiorno, in cui si paventa la possibilità che l'immunità penale garantita per decreto ai commissari straordinari dell'Ilva e ad Am InvestCo possa essere inefficace, l'ex consigliera comunale, Lina Ambrogi Melle, torna ad attaccare l'Autorizzazione integrata ambientale concessa al siderurgico.

    Nell'articolo vengono proposti due virgolettati contenuti in una lettera proveniente da Bruxelles con la quale si fornisce una risposta agli interrogativi sollevati dalla dirigente della Regione Puglia, Barbara Valenzano in merito all'immunità penale.

    Le seconda frase citata è la seguente: "Am InvestCo Italy Srl rimarrà responsabile per il rispetto dei requisiti dichiarati nell'Autorizzazione integrata ambientale ". Ma, afferma Melle, "la nuova Autorizzazione integrata ambientale concessa all'Ilva con il DPCM del 29 settembre 2017 non ci tutela affatto", infatti la stessa "è stata impugnata da un gruppo di cittadini ed associazioni, tra i quali " Giustizia per Taranto”, “PeaceLink” e “Fondo Antidiossina” con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, perché presenta vari vizi di legittimità".

    "Il nostro ricorso straordinario - scrive l'ex consigliera - è stato ricevuto dal Consiglio di Stato assieme alla relazione del ministero dell’Ambiente , il quale deve redigere un parere vincolante per il Presidente della Repubblica. La relazione del ministero dell'Ambiente è stata per noi negativa in quanto è la nostra controparte".

    La novità emersa negli ultimi giorni attiene il fatto che i legali delle associazioni prima richiamate hanno inviato al Consiglio di Stato una richiesta di trattazione urgente dell’istanza cautelare che mira ad ottenere la sospensione immediata del provvedimento impugnato, ossia del DPCM 29 settembre 2017, che ha valore di AIA, senza il quale lo stabilimento potrebbe fermarsi.

    "Noi cittadini di Taranto - conclude Lina Ambrogi Melle - non possiamo rimanere inermi di fronte ad una politica che continua a proteggere gli interessi economici di privati a discapito della salute di operai e cittadini e siamo determinati a percorrere fino in fondo ogni possibile strada legale per ottenere giustizia e rispetto per la nostra salute e la nostra vita".

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