Domenica, 18 Novembre 2018

    Assunzioni Ilva, ArcelorMittal disposta a riesaminare il piano In evidenza

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    ArcelorMittal è disponibile a rivedere il piano delle assunzioni reparto per reparto. É questo il dato emerso al termine del vertice di ieri al Mise, che però si annuncia come il primo di una lunga serie.


    Al ministero dello Sviluppo Economico, l'azienda era rappresentata dalla direttrice delle risorse umane, Annalisa Pasquini. Quest'ultima ha illustrato alle organizzazioni sindacali e ai funzionari governativi lo stato di attuazione del piano, a partire dall'organizzazione e dal management team, fino ad arrivare al processo di selezione dei dipendenti che da Ilva sono passati ad Am InvestCo, ovvero, ad oggi, 10.652 sui 10.700 previsti dall'accordo.

    Fino al 6 novembre 2018 - si è appreso inoltre durante il vertice -, l’amministrazione straordinaria ha ricevuto 717 richieste di esodo volontario, a fronte delle quali sono state effettuate 549 conciliazioni per uscite con esodo incentivato.

    Ma il problema principale è quello dei criteri per le assunzioni. "Non vorrei che dal punto di vista delle assunzioni si ripresenti lo schema adottato all'arrivo dei Riva - ha commentato Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom Cgil, al termine del vertice - con la scelta delle prime file e la messa fuori organico di chi ha ridotte capacità lavorative o, cosa particolarmente antipatica, con l'individuazione di liste di proscrizione".

    "Per quanto riguarda la Fiom - dice sempre Rappa - confermiamo la positività dell'accordo sottoscritto due mesi fa ma rileviamo alcuni errori nella sua applicazione, a partire dalla non condivisione con le organizzazioni sindacali nazionali del monitoraggio dell'applicazione dell'accordo, operazione che chiediamo al governo di garantire costantemente".


    "È necessario - conclude il numero uno della Fiom - che l'organizzazione del lavoro dell'azienda, cosa che vale per tutte le multinazionali, si misuri con la dimensione territoriale, a partire dalle scelte dei fornitori e dalla gestione dei lavoratori in appalto".

    "Come Fim - afferma Ciro D'Alò, segretario provinciale della sigla sindacale - abbiamo rappresentato ad AM le anomalie riscontrate nel “day one”, sia sotto il profilo industriale e organizzativo sia dal punto di vista individuale, circa l’applicazione dei criteri di selezione. Abbiamo evidenziato ricadute su straordinario, cambi di postazioni, riduzioni di attività e di postazioni avvenute in tutti i siti. Abbiamo chiesto, altresì, alla nuova azienda, così come già avvenuto durante la trattativa, di mostrarci un quadro dettagliato, sito per sito, programmando incontri con le Rsu che meglio di chiunque hanno la fotografia precisa delle necessità di impianto".

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