Lunedì, 24 Giugno 2019

    Arsenale, ora i sindacati rilanciano: "Serve più occupazione" In evidenza

    Il passaggio di nave Cavour dal canale navigabile è certamente un segnale importante per la città di Taranto e l'arsenale, le cui maestranze saranno impegnate in lavori di manutenzione destinati a ridare impulso a tale opificio. E presto, arriveranno altre imbarcazioni della Marina Militare a riattivare il volano di sviluppo locale legato alla cantieristica navale. Segnali questi che i sindacati di categoria salutano con soddisfazione e che diventano, per loro, lo spunto per affrontare un tema piuttosto caldo, ovvero quello del numero dei lavoratori civili all'interno dell'arsenale.

    Servono nuove unità e servono in fretta. É questo il grido d'allarme dei sindacati che hanno convocato per questa mattina i rappresentanti politici del territorio di qualsiasi ordine e grado. L'arsenale necessita - è stato rimarcato - di operai specializzati già dal 2019; di un contingente di almeno un centinaio di unità da irrobustire nel prossimo futuro.


    Per raggiungere questo obiettivo è però necessario che il Governo si impegni a ridare impulso alla struttura militare tarantina e non solo attraverso un aggiornamento del Piano Brin che resta - a loro avviso - per larghi tratti ancora disatteso. Ma soprattutto mediante una programmazione pluriennale che si fondi su garanzie di rilancio ben precise.


    Perché rilanciare l'arsenale è possibile, anche andando oltre il perimetro tracciato in questi ultimi anni. Due esempi su tutti: il decommissioning navale e l'apertura dei bacini alle manutenzioni delle imbarcazioni non militari. Nel primo caso è in ballo lo smantellamento delle navi dismesse dalla Marina e il successivo recupero dei materiali di risulta; nel secondo, si tratta di una strada già percorsa in un breve frangente della storia dell'arsenale e che assicurerebbe maggiori commesse all'opificio di Taranto e, di conseguenza, alle sue maestranze.

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