Sabato, 23 Marzo 2019

    Legambiente sfida Mittal: 'Chiedete la Viias' In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

     

    "Conterà molto la piena e puntuale attuazione delle prescrizioni previste dal Piano Ambientale e degli impegni assunti con l’addendum. Conterà molto il tempo in cui tutto ciò avverrà. Perché tanto, troppo tempo è già inutilmente passato, e perché – nel frattempo – la popolazione rimane esposta alle emissioni di impianti ancora privi degli interventi previsti". In una lettera indirizzata al numero uno di ArcelorMittal, Legambiente Taranto esplicita le proprie priorità e chiarisce su quali basi si possa avviare un rapporto costruttivo tra gli stakeholder della città.


    Per Legambiente, il problema principale è la salute dei cittadini. Perciò il ragionamento proposto dall'associazione ecologista parte dai risultati della valutazione preventiva del danno sanitario resa pubblica da ARPA Puglia nel maggio 2013 e torna a chiedere l'adozione della V.I.I.A.S. (valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario) per lo stabilimento siderurgico tarantino "che prenda in considerazione - scrive Legambiente - lo scenario conseguente alla piena attuazione di tutti gli interventi previsti dall’attuale Piano Ambientale sia in riferimento alla capacità produttiva indicata nell’addendum che a capacità inferiori e a diversi mix di processi produttivi".

    E rivolgendosi direttamente a Lakshmi Mittal, Legambiente lancia la sua sfida: "Se ritenete che le innovazioni e gli accorgimenti che intendete adottare siano in grado di annullare quei rischi che la valutazione del 2013 di Arpa Puglia evidenziava, pensiamo dovreste essere i primi a chiedere l’effettuazione, in tempi rapidi, della V.I.I.A.S. per lo stabilimento di Taranto, impegnandovi a produrre con le modalità produttive e per le quantità che, in base agli esiti ottenuti, non presentino rischi inaccettabili per la salute".

    "Noi - concludono i rappresentanti ionici dell'associazione - pensiamo che il futuro dell’acciaio sia in una produzione “decarbonizzata”, capace di abbattere drasticamente le emissioni inquinanti. Ma passeranno anni, prima che diventi realtà. Dobbiamo tutti, perciò, lavorare per costruire questo futuro e preoccuparci di fare in modo che gli anni che ci separano da esso non siano segnati da danni inaccettabili, da dolori e sofferenze che sarebbe stato possibile evitare".

     

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