Venerdì, 25 Settembre 2020

    Olimpiadi della Solidarietà: Taranto ama, accoglie e sostiene

    Una manifestazione allo scopo di sensibilizzare, informare e rendere note le ragioni che spingono, e delle volte costringono, molta gente a scappare dai loro paesi per approdare in Italia e nell'attuale, un fenomeno che ci coinvolge da vicino: Taranto in questi mesi ha accolto e vissuto numerosi sbarchi di emigrati.

    L'evento, sostenuto dalle varie associazioni di volontariato, Protezione Civile e Azione Cattolica, si è svolto seguendo un itinerario composto da una serie di tappe emblematiche per questa gente.

    La partenza è avvenuta dal porto, tutti i presenti erano in cerchio, ad ascoltare due testimonianze, due storie, due vite, due ragazzi scappati dalla loro terra a causa di feroci guerre e morte inevitabile, il loro viaggio in mare, le loro paure e ancora morte di chi quel viaggio non l'ha potuto portare a termine.

    Prima di lasciare il porto, e cosi, per ogni tappa, a turno uno dei presenti lasciava sul posto una barchetta di carta, simbolo dell'interminabile viaggio, di indicibili sofferenze, affetti lasciati troppo lontani e ancora paura, ma colmi di speranza, di fiducia nel futuro e in chi gli avrebbe accolti.

    E proprio come si fa per le Olimpiadi, si è accesa una fiaccola, essa ha accompagnato i presenti in tutta la manifestazione e dopo numerose tappa, arrivati a destinazione, l' ABFO, l'unico segno da imprimere rimasto, è sembrato quello di recitare l'articolo 1° della Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell'uomo, un ovvietà non così quotidiana.

    "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza"

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