Venerdì, 25 Settembre 2020

    Taranto Respira e Verdi alzano la voce: «si porti rispetto per l'intelligenza dei tarantini»

    By Emanuela Perrone Luglio 26, 2014

    Il leader dei Verdi Angelo Bonelli, chiede pubblicamente le dimissioni del ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti.

     

    «Un ministro che non è in grado di nominare un commissario per effettuare le bonifiche dopo le dimissioni di Pini, - spiega il consigliere comunale- è la dimostrazione della sua inadeguatezza nell'affrontare problemi seri a Taranto. Lo stato ha varato sei decreti Salva Ilva per garantire la produzione, ma per sbloccare le risorse necessarie per gli interventi di ambientalizzazione il governo è fermo e non fa nulla».

    Il co-portavoce del Movimento Taranto Respira, unitamente a Vittoria Orlando e Vincenzo Fornaro dei Verdi denunciano la situazione di completo immobilismo delle forze politiche.

    «Stanno facendo credere ai tarantini che è stato applicato il principio del “chi inquina paga”».

    In realtà, «non è assolutamente cosi, - commenta Bonelli- stanno utilizzando le risorse della famiglia Riva per sistemare le proprie case, mentre i tarantini, gli allevatori e i mitilicoltori non verranno risarciti».

    Secondo quel principio chi provoca il danno deve provvedere a ripagarlo, ebbene «lo Stato italiano ha stanziato 119 milioni di euro per le bonifiche esterne. Risorse che rappresentano solo il 4% di quelle necessarie per rimediare ai danni provocati dall'inquinamento».

    Ai parlamentari dunque, ed il riferimento è all'onorevole Michele Pelillo, «che stanno prendendo in giro i tarantini, chiedo di farla finita. Bisogna portare rispetto all'intelligenza e al dolore dei cittadini».

    Taranto Respira si oppone anche alla proposta lanciata dal subcommissario Gnudi di utilizzare i fondi Fis (Fondo Italiano Strategico), la cui partecipazione economica è composta per l'80% dalla Cassa Depositi e Prestiti ed il restante 20% dalla Banca D'Italia.

    «Stiamo dunque assistendo ad un intervento pubblico, impiegando i soldi degli italiani,  per finanziare un'azienda privata».

    Su Tempa Rossa, il Movimento Taranto Respira ribadisce la propria contrarietà al progetto.

    «Ci opporremo» riferisce Orlando, «la città deve avere un futuro diverso, alternativo al petrolio e alla diossina, bensì legato al turismo e al rilancio della ricerca e delle attività produttive. Cambiare si deve. - aggiunge Bonelli- Abbiamo chiesto al sindaco Stefàno di motivare il “no” a Tempa Rossa e di recepire la direttiva Seveso, cosa su cui l'amministrazione comunale è immobile. Nulla accade per caso ed evidentemente questo loro ritardo è studiato per consentire che altri a Roma decidano».

     

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