Giovedì, 24 Settembre 2020

    Emergenza carcere: «il prefetto convochi un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica»

    Si sono vissuti momenti di grande tensione nel carcere di Taranto nella giornata di ieri, domenica 27 luglio, quando un paio di detenuti di dopo aver distrutto la loro stanza e procuratosi delle rudimentali armi con pezzi di marmo affilato, ricavate dal water rotto, hanno minacciato l'agente di servizio ed incitato tutti i detenuti del reparto a  fare lo stesso.

     

    Una pericoloso episodio che pare si sia risolto solo dopo l'intervento del comandante dell'Istituto e non senza conseguenze per i due poliziotti penitenziari, per i quali si sono rese necessarie le cure del pronto soccorso dell'ospedale. Sulla vicenda è intervenuto il sindacato che ritiene responsabile il Provveditore regionale «che dal suo scranno di Bari, emana disposizioni penalizzanti per Taranto e lascia sola la Direzione ed il personale che fanno miracoli per evitare che il penitenziario non esploda, disinteressandosi delle gravi criticità presenti a Taranto».

    Sono ormai mesi che il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, sta denunciando la grave situazione presente nel carcere del capoluogo Jonico sia per il sovraffollamento dei detenuti (quasi 600 a fronte di 300 posti regolamentari e molti dei quali con patologie psichiatriche difficili da gestire), sia per la grave e cronica carenza di poliziotti penitenziari che diminuisce, nonostante si sia aperto un nuovo reparto e che a breve  inizieranno i lavori per la costruzione di un nuovo padiglione per ospitare 200 detenuti.

    «Ci viene riferito che ormai la  situazione del carcere soprattutto nelle ore serali  sarebbe da  rabbrividire, - commenta il sindacato- poiché  anche le condizioni minime di sicurezza  non sarebbero più assicurate, in quanto i poliziotti, costretti a turni di 8 e più  ore, da soli sarebbero costretti a sorvegliare anche tre reparti (oltre 200 detenuti) contemporaneamente con i detenuti fuori dalle loro stanze, nonché a provvedere alle varie incombenze quali la terapia dei detenuti e visite specialistiche».

    A ciò si aggiunge che negli ultimi tempi  il carcere di Taranto «sarebbe  privo di servizio di sentinelle, - denuncia il Sappe- nonostante la presenza di detenuti ad alto indice di pericolosità, e la sicurezza verrebbe affidata  spesso ad un agente che girerebbe attorno l’istituto con un auto malridotta, e che nel contempo sarebbe costretto ad  attendere ad altri servizi».

    Il sindacato ritiene dunque necessario che la questione del carcere di Taranto sia affrontata «non più da un Amministrazione penitenziaria disinteressata ed irresponsabile, ma dal Prefetto di Taranto poiché la drammaticità degli eventi ha superato le mura del penitenziario e si potrebbe riverberare in maniera tragica sulla sicurezza pubblica».

    Per tali ragione si chiede che con urgenza venga convocato  un comitato monotematico sull'ordine e la sicurezza pubblica, a cui dovrebbero partecipare l’Amministrazione penitenziaria e i sindacati quali rappresentanti dei lavoratori su cui ricade tutto il peso della situazione, al fine di evitare che tra non molto si debbano commentare e denunciare situazioni drammatiche che potrebbero avere riflessi negative anche per la città ed i propri cittadini.

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