Giovedì, 20 Giugno 2019

    Ex Ilva, dai sindacati netta chiusura all'ipotesi cassa integrazione In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio R.Ingenito

     

    É un coro di "no" all'ipotesi di 13 settimane di cassa integrazione per circa 1.400 lavoratori ex Ilva, ora ArcelorMittal, quello che arriva dai sindacati dei metalmeccanici. Al termine del vertice svoltosi a Roma nelle stanze di Confindustria, al management del gruppo franco-indiano è stato recapitato un invito perentorio a fare marcia indietro.

    "Abbiamo chiesto ad Arcelor Mittal - afferma Gianni Venturi, segretario nazionale della Fiom- di riconsiderare la scelta, e contemporaneamente di richiedere un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per la verifica e il rispetto dell'insieme degli impegni sottoscritti nell'accordo del 6 settembre: impegni che riguardano sia il versante del risanamento ambientale, anche alla luce della prospettata revisione dell'aia, sia gli impegni sui volumi produttivi e i livelli occupazionali dell'insieme della forza lavoro del gruppo. Con ciò intendendo la necessità di attivare immediatamente un tavolo sugli appalti, sui perimetri delle funzioni esternalizzate, sui contratti applicati ai lavoratori in esse impegnati e sulle condizioni relative alla loro salute e sicurezza."

    "Infine - ha concluso Venturi - abbiamo chiesto ad Arcelor Mittal di avviare concretamente e urgentemente una fase di negoziazione aziendale per accompagnare attraverso di essa e delle risorse dedicate la riorganizzazione dei processi produttivi e il conseguimento degli obiettivi che in quella sede saranno definiti."

    Ancora più tranchant l'Usb: "Vista la totale insoddisfazione a seguito delle non ricevibili posizioni dei gestori – dichiara il coordinatore provinciale Francesco Rizzo – abbiamo lanciato l'ultimatum ad ArcelorMittal che gestisce lo stabilimento di Taranto: ritiro immediato della cassa integrazione annunciata e rispetto degli accordi presi presso il MiSE solo otto mesi fa circa l'assunzione del personale. Se ciò verrà disatteso al prossimo incontro ministeriale ritireremo l'accordo stipulato ed indurremo ArcelorMittal a rinunciare alla gestione dello stabilimento”.

    La Ugl Metalmeccanici esprime "titubanza in merito a tale drammatica e dolorosa misura, chiedendo di considerare la possibilità di evitare una ulteriore sconfitta per i lavoratori ed il territorio".

     

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