Lunedì, 16 Settembre 2019

    Reperti archeologici digitali, si va verso il MarTa 3.0  In evidenza

    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

     

    Il Museo archeologico nazionale di Taranto, il MarTa, è ormai proiettato in una dimensione 3.0. Questa mattina è stato infatti presentato un innovativo progetto di digitalizzazione dei reperti. Sono ben 40mila i reperti che verranno messi a disposizione in modalità open data. “È il progetto più importante d’Europa in questo campo, non ne esistono altri in Europa di simili. Per trovarne di simili bisogna guardare ai grandi musei americani - ha spiegato oggi in una conferenza stampa la direttrice del MarTa, Eva Degl’Innocenti. 
     
    Le attese sono altissime: secondo la direttrice, nel prossimo biennio questo progetto cambierà radicalmente anche le modalità di fruizione da parte dell’utenza. Affidato, dopo una gara ad evidenza pubblica, alla R.T.I. composta da Never Before Italia, marketing consulting company e Meeting Planner, azienda specializzata nella meetingindustry e nel destination management, il progetto di rinnovamento del museo è stato finanziato dal Programma Operativo Nazionale FESR “Cultura e Sviluppo” 2014/2020.
     
    Alla base di tutto vi è il concetto di museo inteso come hub, come organismo complesso, come ecosistema. “Ci siamo ispirati - ha affermato ancora Degl’Innocenti - all’archeologia come elemento fondamentale dello sviluppo sostenibile del nostro territorio. È un progetto complessivo di 2,75 mln e comprende MarTa digitale, FabLab, digitalizzazione di 40mila reperti, nuovo allestimento museale. Avremo anche un server autonomo perché ora usiamo quello del ministero Beni culturali”. 
     
    “Con l’open data avremo - ha affermato la direttrice - tutte le informazioni accessibili a tutti. Ci sarà così anche una maggiore attenzione e tutela dei reperti”. In quanto al “nuovo allestimento”, ha sostenuto Degl’Innocenti, “non sconvolge quelli precedenti perché sarà meno impattante, sarà digitalizzato e multisensoriale: dalle app alle vision guida sino al percorso tattile. Vogliamo infatti aprirci anche ai non vedenti". 
     
    Il FabLab, invece è un progetto innovativo e creativo che avrà una finalità di educazione e ricerca. "Creeremo - è stato detto in conferenza - una linea griffata MarTa di oggetti riprodotti. Il FabLab sarà gestito da una società privata e la gara è in corso di effettuazione. Per il Fab Lab svilupperemo un progetto pubblico-privato: il privato avrà i suoi ricavi e darà royalties al Museo che investiremo in ricerca e borse di studio”.

     

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