Domenica, 22 Settembre 2019

    Masseria Solito, inaugurato il cantiere per farne un museo. Ecco i dettagli In evidenza

    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

    Un milione e mezzo di euro rivenienti in gran parte da un finanziamento regionale e 360 giorni di lavoro dovrebbero trasformare l'ex masseria Solito - attualmente ridotta ad un rudere - in un polo culturale destinato a rappresentare il vessillo della tarantinità. Il cantiere è stato inaugurato questa mattina alla presenza del sindaco di Taranto, della responsabile della Soprintendenza ai beni archeologici e paesaggistici di Taranto, Brindisi e Lecce, Maria Piccarreta, degli assessori Ressa, Marti e Viggiano, nonché dell'ex titolare della delega all'Urbanistica, l'architetto Ubaldo Occhinegro.

    Dal non poi così lontano 2009, quando si moltiplicavano gli appelli volti ad evitare che la masseria fosse demolita, sembra essere passato un secolo. Invece sono trascorsi appena dieci anni. Dieci anni e tanta acqua sotto i metaforici ponti. Dapprima si sono mobilitati la società civile, il mondo delle associazioni, gli eredi della famiglia Viola che in quella masseria ci hanno dimorato, l'ordine degli architetti ed anche il mondo dell'informazione. Una battaglia partita dal basso per evitare che l'ennesima traccia della storia della città fosse travolta dalla cementificazione, demolita per fare posto ad un palazzo di cinque piani.


    Così, nel 2010 il centro studi intitolato a Cesare Giulio Viola ha presentato un'istanza al Comune di Taranto per valorizzare questa dimora storica. Un anno dopo, a seguito delle pressioni esercitate da una costellazione composta da circa venti associazioni, il Consiglio comunale ha approvato una delibera a salvaguardia della masseria che fu dei Solito, dei De Solis e dei Viola, stabilendo che con questo atto si tutelava la memoria storica e l'identità della città. Era il 19 luglio. In mezzo c'è il gesto pregno di senso civico del capitano della Polizia municipale di Taranto, Raffaele Maragno, che - come ha svelato questa mattina il sindaco Melucci, accennando all'episodio - ha evitato che le ruspe entrassero in azione per distruggere il manufatto quando il peggio era sul punto di accadere.


    Cosa fare, dunque, della masseria? L'idea dell'associazione 'Cesare Giulio Viola' è stata quella di trasformare la masseria in un museo de tarantini illustri. Per illustri non si deve intendere esclusivamente quelli 'noti'. Come ha spiegato questa mattina al nostro giornale l'avvocato Enrico Viola, erede di quel Luigi Viola che ha restituito alla città nella sua interezza la Lex Municipii tarenti, i tarantini illustri non sono solo i letterati, gli scultori e i pittori. Rientrano a pieno titolo nella categoria gli uomini di mare che si sono distinti per le loro imprese o le donne che lavoravano anticamente il bisso per produrre tessuti di altissimo pregio.


    L'intuizione dell'amministrazione comunale è stata inoltre quella di candidare il Mudit - questo il nome del museo - nell'ambito del bando sul Community library. Sì, perché nella masseria Solito sarà ospitata anche una biblioteca corredata da laboratori e spazi di socializzazione. Inoltre, nello spazio antistante l'ingresso sorgerà un'arena all'aperto che potrà ospitare eventi musicali e teatrali. Non resta quindi che attendere l'ultimazione dei lavori cui oggi è stato dato ufficialmente il via.

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