Lunedì, 16 Settembre 2019

    Cassa integrazione: da lunedì secondo round tra sindacati e Mittal   In evidenza

     

    Si torna a trattare il 16 e 17 settembre. Fim, Fiom e Uilm, da una parte, e ArcelorMittal, dall'altra, porteranno avanti il confronto sulle unità da porre in cassa integrazione anche la prossima settimana. Lo si è deciso al termine dell'incontro di ieri in cui i sindacati dei metalmeccanici hanno chiesto all'azienda, per l'ennesima volta, di rivedere i numeri del personale coinvolto, nonché la rotazione dello stesso.

    A giugno di quest'anno la trattativa non ebbe l'esito sperato. Oggi le condizioni sembrano essere diverse. Dopo l'incidente del 10 luglio costato la vita ad un gruista, nello stabilimento si è avviato un monitoraggio reparto per reparto al fine di verificare quali impianti necessitino maggiormente di manutenzione. I sindacati, inoltre, hanno chiesto di reimpiegare le tute blu poste a riposo nell'effettuazione di tali lavori, alleviando il peso che la cassa integrazione avrà sui salari. Gli interventi manutentivi andranno definiti in linea con quanto sancito dai verbali di confronto della task-force a tale scopo costituita.

    "Nell’incontro di ieri - fanno sapere i sindacati - l’azienda ha illustrato il contesto della procedura, registrando le posizioni delle organizzazioni sindacali in merito alle varie necessità e focus specifici, da affrontare tramite appositi incontri con le rsu delle varie aree dello stabilimento, per analizzare tutte le questioni nel dettaglio".

     Intanto altre grane si prospettano all'orizzonte. Il primo ottobre potrebbe non essere assicurato alcun servizio di pulizie civili nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto "se non sarà assicurata ai 315 addetti, di cui 55 donne, un’area spogliatoi “con docce, armadietti cambio tuta sporco-pulito, dispositivi di protezione individuale e quanto previsto dalle normative vigenti”. Lo annunciano in una lettera all'azienda alla Prefettura e alle aziende, la Fisasact Cisl (commercio e servizi) e la Fist Cisl (terziario).


    Il segretario regionale Puglia della Fisascat Cisl, Antonio Arcadio, fa presente che sino a fine mese questo servizio di pulizie civili viene assicurato da tre aziende: Chemipul, Pellegrini e Sodexo. A seguito della scadenza degli appalti, Chemipul e Sodexo usciranno dalla fabbrica e assorbirà tutto dall’1 ottobre Pellegrini facendosi anche carico di tutto il personale, i 315 addetti, in quanto garantito dalla clausola sociale col contratto di lavoro multi servizi. La clausola prevede il travaso automatico del personale a fronte di una impresa che prende il posto di una azienda uscente. Pellegrini, lamenta la Fisascat Cisl, non avrebbe ricevuto alcuna area da parte della committente ArcelorMittal. Ora, poiché quest’ultima ha detto di voler contenere i costi degli appalti esterni, la Fisascat Cisl si chiede se tale ristrutturazione non sia solo “il frutto di affidamenti al massimo ribasso, dove gli unici a pagare sono i lavoratori”. Di qui la proclamazione dello sciopero l’1 ottobre.

     

     

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