Stampa questa pagina

Economia e Coronavirus. Decreto “Cura Italia”: la parola al commercialista In evidenza

By A. Macchitella Marzo 24, 2020

Ai tempi del Coronavirus arriva il decreto “Cura Italia” che introduce misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica.


Sono 4 i punti principali previsti dalla Legge:

finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza;
sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito;
supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia;
sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Ne abbiamo parlato con il dottore commercialista Michelangelo Cimaglia. «Con il verificarsi della tragedia che stiamo vivendo - spiega Cimaglia - il Governo ha assunto misure di salvaguardia per posti di lavoro ed economia del Paese. Si sono succeduti diversi decreti perché non era stata prevista l’escalation della malattia. I provvedimenti riguardano dipendenti e imprenditori (anche professionisti). Per i dipendenti è prevista una Cassa integrazione in deroga, oltre che per i motivi già previsti per Legge, per le imprese sarà possibile ottenerla (non appena la procedura sarà recepita dalle singole Regioni) e questo garantirà un pagamento direttamente dall’Inps, così le attività che sono state costrette alla chiusura saranno liberate da questo peso”.

Tra le misure previste: l’impossibilità di licenziare (dal 23 febbraio); quarantena dei lavoratori assimilata alla malattia per chi ha contratto il Coronavirus; congedi parentali particolari per restare a casa 15 giorni, ad esempio per assistere un parente. Inoltre tutta l’attività dell’Agenzia delle entrate e di riscossione è sospesa: sospesi pagamenti delle rottamazioni, delle rateazioni, i termini per accertamenti esattoriali, per atti esecutivi già emessi, ricorsi tributari slittati, se si è ricevuto un accertamento fiscale sono sospesi anche i termini per impugnarlo.

I privati hanno diritto alle seguenti agevolazioni: “Possono usufruire di sospensioni di tutti i finanziamenti e mutui - precisa il commercialista - e potranno sospendere i pagamenti per 3 mesi + 3 mesi. Chi farà riferimento a questa normativa potrà ottenere la sospensione per questo tempo. Si tratta di un grande aiuto per i privati, affrontare in questo momento di totale chiusura anche pagamenti di mutui e finanziamenti sarebbe gravoso. Il Governo ha quindi messo a disposizione dei fondi che possono essere usati dalle banche come garanzia, saranno posticipati i pagamenti, non eliminati. Voglio ricordare che tutto è soggetto a continue modifiche, speriamo che non riguardino lo slittamento delle date, altrimenti vorrebbe dire che il problema sanitario non sarà ancora risolto. Tra gli aiuti previsti ci sono anche i voucher babysitter, per chi continua a lavorare e ha bambini a casa che non possono frequentare la scuola”.

Che cosa accade per i possessori di partita Iva?

“Per quanto riguarda i lavoratori autonomi che hanno una partita Iva come persona fisica e per i professionisti - specifica Cimaglia - avranno diritto a un bonus una tantum di 600 euro che sarà corrisposto dall’Inps o dalle casse del proprio ordine (es. per commercialisti, avvocati e ingegneri). In merito alle casse private si aspetta ancora un accordo, quindi al momento il provvedimento riguarda certamente gli autonomi che hanno partita Iva e iscrizione personale all’Inps. Diciamo che i professionisti sono abituati a non essere tutelati al 100%”.

 Arrivano anche i provvedimenti per le imprese, tra questi, come elenca Cimaglia:

“Sospensione dei versamenti di imposta, in particolare per chi fattura meno di 2milioni l’anno (PMI). Altri interventi si faranno per garantire una tutela maggiore anche ad aziende con maggiore fatturato; cassa integrazione straordinaria per lasciare a casa i dipendenti che in questo momento non sono utili per le attività; spostamenti delle imposte e dei versamenti da marzo al 21 maggio; speculare rispetto ai privati, accesso a sospensione di mutui e finanziamenti presso le banche; nel periodo di chiusura si potranno pagare i dipendenti e i fornitori da saldare con un prestito ponte di 18 mesi meno un giorno (per rientrare nei prestiti brevi) e pagare solo gli interessi del finanziamento per i primi 6 mesi e dal settimo restituire anche il capitale prestato. Si tratta di un accesso al credito semplificato garantito da fondi pubblici; i negozi potranno usare come credito il 60% del fitto versato nel mese di marzo ai proprietari per la locazione ma vale solo per chi paga come affitto per locali commerciali di categoria c1”.

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)