Sabato, 30 Maggio 2020

    Presidente Federalberghi Puglia: "Già persi 300-350 milioni. Non ci sono condizioni per riaprire" In evidenza

    Le conseguenze economiche legate all’emergenza coronavirus sono state drammatiche anche per il settore alberghiero, duramente colpito dal lockdown e che ha adesso grosse difficoltà a ripartire. 

    Per fare il punto della situazione nella nostra regione, abbiamo contattato il presidente di Federalberghi Puglia, Francesco Caizzi.

    Qual è la situazione attuale per le strutture ricettive pugliesi?

    “La maggioranza delle strutture è ancora chiusa perché non ci sono le condizioni economiche per ripartire. Solo il 5-10% delle stesse hanno deciso di aprire perché riescono a lavorare con il mercato del business, ospitando i rappresentanti. Ma per tutte le altre ci sono punti interrogativi; innanzitutto non sappiamo ancora se ci saranno turisti, visto che non c’è la possibilità che arrivino persone dall’estero o comunque da altre regioni. Poi c’è il problema delle responsabilità penali collegate all’infezione. La malattia di un dipendente rientra nell’infortunio sul lavoro e quindi le responsabilità ricadono sui datori. Questi elementi stanno facendo riflettere un po’ tutti”.

    A quanto ammontano le perdite nel vostro settore?

    “Al momento ci sono state perdite sui 300-350 milioni di euro, ma stimiamo che possano arrivare fino ad un miliardo, che sarebbe il fatturato dell’anno scorso. Ci sono sicuramente ingenti perdite in termini di soldi e di persone occupate”.

    C’è comunque fiducia per l’imminente stagione estiva?

    “La fiducia c’è sempre, ogni albergatore ha voglia di riaprire. Ma bisogna riprendere a lavorare in sicurezza, senza mettere a repentaglio la vita di dipendenti e clienti. Bisognerà capire se ci saranno le condizioni economiche perché se si apre e si va in perdita, è meglio restare chiusi minimizzando i costi. Potremo avere qualche elemento in più a partire dai primi giorni di giugno, quando saranno trascorsi circa 20 giorni dalla fine del lockdown e vedremo se la curva dei contagi continuerà a scendere o se risalirà. Tenuto conto che i trasporti ferroviari sono praticamente inesistenti, la nostra speranza è riposta nelle compagnie aeree e soprattutto in quelle low cost. Ribadisco però che ci sono ancora molti dubbi e tante variabili esterne, quindi l’imprenditore ha più difficoltà a fare un investimento”.

    Cosa chiedete al Governo in termini di aiuti?

    “Le richieste sono 2: se si potrà ripartire, chiediamo un sostegno. Se non si ripartirà e si dovrà pensare direttamente al 2021, chiediamo un supporto per non perdere le competenze, quindi vogliamo l’abolizione di Imu e Tari”.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati