Mercoledì, 03 Marzo 2021

    Mittal, Governo presenta a sindacati bozza nuovo piano industriale. Le reazioni

    Nella giornata di ieri, venerdì 13 novembre, si è tenuta una conference call tra i ministri Nunzia Catalfo, Stefano Patuanelli, Roberto Gualtieri, i segretari generali di Fim Roberto Benaglia, di Fiom Francesca Re David, di Uilm Rocco Palombella, l’Usb, l’ad di Invitalia Domenico Arcuri e i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria.

    Stando a quanto riferito dalla Fim Cisl, Patuanelli ha riassunto la bozza del nuovo piano industriale per lo stabilimento siderurgico di Taranto. Si prevede un percorso di decarbonizzazione con l’altoforno 5, oltre alla manutenzione straordinaria degli altoforni 1 e 4. Il nuovo piano prevede anche un nuovo assetto societario con l’ingresso graduale dello Stato attraverso Invitalia.

    Benaglia: “Piano industriale troppo oscuro. Vogliamo impegni più concreti”

    “L’incontro è stato interlocutorio. Positivo che il Governo ci abbia annunciato la volontà di trattare per un ingresso in maggioranza nel capitale della gestione aziendale tramite Invitalia, ma troppo generale nei contenuti. A 17 giorni dal termine di scadenza del contratto del 30 novembre, non possiamo avere questo livello di incertezza. Resta troppo oscuro il piano industriale, come pure gli impegni su investimenti e l’occupazione. In un momento così delicato e dopo mesi di sospensione e incertezza come quella che stanno vivendo i lavoratori, non possiamo pensare che si possa risolvere il tutto con impegni generici da oggi al 2025. C’è la necessità che il sindacato venga coinvolto non formalmente ma concretamente nella trattativa, non possiamo perdere ulteriore tempo.

    Per questo abbiamo chiesto un riaggiornamento del tavolo sindacale a fine della prossima settimana. L’incontro dovrà avere al centro impegni molto più concreti su investimenti e occupazione. I lavoratori stanno vivendo da troppo tempo nell’incertezza, meritano risposte chiare sul loro futuro, solo rispetto ad impegni e risposte chiare noi potremmo procedere ad un accordo sindacale che è decisivo per salvare il più importante gruppo siderurgico del Paese. Questo sarà possibile se anche l’azienda metterà in campo nuove relazioni industriali con il coinvolgimento reale dei lavoratori. Su Taranto e sugli altri siti del gruppo, abbiamo la necessità che si facciano investimenti che portino a maggiore stabilità occupazionale e produttiva. Passare da 3.5 a 8 milioni di tonnellate come il Governo oggi dichiara di voler fare – conclude il segretario generale Fim -, richiede l’impegno di tutti”.

    Usb: “Non valido il percorso dello Stato”

    “Videoconferenza con tanti dubbi e pochissime certezze quella di ieri pomeriggio con i ministri Patuanelli, Gualtieri  e Catalfo, e con l’ad di Invitalia Arcuri. Unica novità il fatto che il coinvestimento vedrebbe lo Stato come socio di maggioranza. Ad oggi sono ancora tre gli scenari possibili prospettati da Arcuri: il primo è che Arcelor Mittal eserciti il diritto di opzione e lasci l’impianto che ha ricevuto in locazione, abbandonando lo stabilimento; il secondo è che l'affitto ad AM venga prolungato fino a giugno 2022, con livelli di produzione che l'azienda ritiene più convenienti. Il terzo, quello al quale lo Stato sta lavorando, è che si raggiunga un accordo di coinvestimento con Arcelor Mittal e entro giugno 2022 quello col sindacato.

    Non riteniamo valido il percorso che lo Stato intende intraprendere con un interlocutore totalmente inaffidabile, pensiamo che non sia possibile reggere in un clima così pesante, caratterizzato da facili licenziamenti, fino a giugno 2022. Fino a quella data potremmo finanche non avere più il “problema” del numero dei lavoratori, se all’azienda viene consentito ancora l’atteggiamento attuale: licenziare come ha fatto finora. L’idea di un sistema di produzione ibrido che farebbe solo in parte a meno del carbone, per raggiungere, come sostengono i Ministri e Arcuri, una produzione, peraltro definita green, di 8 mln di tonnellate di acciaio all’anno, a noi più che un’ipotesi sembra una chimera. Non abbiamo tra le mani documenti che possano smentire quello che pensiamo e, a tal proposito, chiediamo che al posto di un sommario e superficiale aggiornamento, vengano fornite ai sindacati le carte che attestano il reale stato delle cose”.

    “Aspettiamo novità nella prossima riunione”

    “Il Governo sembra voler ancora temporeggiare, quando invece si è perso già molto tempo. Investa piuttosto queste risorse a favore dei lavoratori e della città e apra un tavolo di confronto in parallelo su questioni di diretto interesse dei lavoratori: riconoscimento amianto, lavoro usurante e incentivi all’esodo. Attendiamo dunque ulteriori novità nella prossima riunione che il Governo convocherà per la prossima settimana – chiosa il coordinatore provinciale Usb Taranto Franco Rizzo -, auspicando un sempre maggiore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali”.

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