Lunedì, 19 Aprile 2021

    Inquinanti Ilva: «situazione preoccupante e drammatica» Peacelink scrive alla Commissione Europea.

    Sul sito del Ministero dell'Ambiente sono stati pubblicati dati inediti di monitoraggio degli inquinanti sugli impianti Ilva, frutto dei controlli trimestrali previsti dall'Aia. Si tratta di documenti relativi ai report del gestore (Ilva) per l'attività di vigilanza e controllo e che Peacelink commenta con sconcerto.

    «Tali dati sulle emissioni inquinanti hanno rivelato una situazione preoccupante e talvolta drammatica che testimonia di un grave e persistente malfunzionamento degli impianti dello stabilimento siderurgico. - spiegano Alessandro Marescotti, Antonia Battaglia e Luciano Manna - Dall'ultimo riepilogo pubblicato dal Ministero dell'Ambiente e dai report singoli si notano gli sforamenti (in cokeria) della torre di spegnimento numero 4. I dati rilevati vanno oltre il limite. Ciò avviene nei mesi di maggio e giugno 2014 rispettivamente con 33,42 e 32,42 g/t coke. Lo sforamento di questo parametro è stato segnalato da Ispra nel corso dell’anno 2013 come violazione notificata ad Ilva da parte del Ministero».

    Questa ed altre informazioni sono state da PeaceLink prontamente comunicate alla Commissione Europea, al fine di sottolineare, con dati certi alla mano, che la situazione all’Ilva di Taranto è molto lontana dall’essere stata risolta.
    «Il Governo Italiano, la cui preoccupazione maggiore al momento è quella di vendere lo stabilimento e sbarazzarsi del problema, continua a non considerare la gravità di ciò che avviene a Taranto e che si abbatte quotidianamente sulle vite dei tarantini e degli operai Ilva. - proseguono- Nonostante le rassicurazioni di facciata e lo spegnimento in cokeria di 6 batterie su 10, il Governo e la struttura di Commissariamento Ilva non sono attualmente in grado di tenere sotto controllo le emissioni delle restanti quattro batterie della cokeria, come i dati dimostrano chiaramente. La gestione Ilva è fallimentare e il Governo, insieme alla Regione, continua a raccontare una situazione ottimistica che non corrisponde alla realtà».
    I numeri parlano da soli.
    «In data 6 maggio 2014, le emissioni totali di Ipa hanno toccato la cifra esorbitante di 4864 nanogrammi a metro cubo, con una concentrazione di benzo(a)pirene di ben 640 nanogrammi. Valori inaccettabili e il cui effetto alla lunga sugli operai e la popolazione è potenzialmente drammatico, se si considera che il valore di 20 nanogrammi a metro cubo di Ipa è la media del 2010 nel quartiere Tamburi. Simili picchi emissivi, in condizioni meteo particolari, possono avere effetti non trascurabili. Per quanto riguarda il benzo(a)pirene, infatti, siamo 640 volte oltre i limiti di accettabilità per l'aria-ambiente di città».
    Ciò che emerge dal quadro delle emissioni certificate nell'ambito del piano di monitoraggio trimestrale dell'Aia «smentisce ogni ottimismo politico e contraddice l'immagine rassicurante di un'industria ormai innocua e virtuosa, capace di contendere ad altre industrie mondiale il podio delle migliori prestazioni ambientali. - questo il commento di Peacelink- La divergenza tra le illusioni della politica e la realtà dei dati è abissale. Testimonia di una fabbrica obsoleta, che produce non rispettando gli standard emissivi che le migliori tecnologie disponibili (obbligatorie per legge) dovrebbero assicurare».
    In particolare colpiscono le elevate misurazioni trimestrali pubblicate riguardano le polveri e gli Ipa nella zona cokerie dell'Ilva nel periodo gennaio-aprile 2014. Si possono osservare i valori abnormi a 3 e 4 cifre degli Ipa in cokeria, «distanti da quelli a cui ci aveva abituati il sito dell'Arpa».
    La questione dell'errato posizionamento delle centraline dentro l’Ilva, più volte sottolineato, non è mai stato risolto e tutto questo portava ad avere «dati non rappresentativi che entrano in conflitto con quelli delle rilevazioni trimestrali le quali vengono effettuate proprio sui punti critici e rappresentativi delle aree di emissione, quelli cioè su cui chiedevamo di piazzare le centraline che forniscono ogni giorno di dati al sito Arpa».
    Con i nuovi dati pubblicati sul sito del Ministero dell'Ambiente «viene però confermata tutta la potenza emissiva della cokeria».

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati