Afo1, Peacelink: «l'Arpa smentisce gli ambientalisti? Ha visto le immagini sbagliate»

Martedì, 18 Agosto 2015 11:26

Alessandro Marescotti, Presidente di PeaceLink, commenta la relazione tecnica inviata dall'Arpa al Presidente della Regione Michele Emiliano, ponendosi in contrasto con quanto dichiarato dall'agenzia, secondo la quale, le segnalazioni degli ambientalisti, circa la presenza di emissioni, sono state smentite trattandosi solo "di vapore".

«L'Arpa ha visto le immagini sbagliate, - dichiara Marescotti- avrebbe dovuto vedere il video girato all'interno della fabbrica, lon scorso 13 agosto e pubblicato sul profilo Facebook dell'eurodeputata Rosa D'Amato». (https://www.facebook.com/DAmatoRosa/videos/876543715767971/?pnref=story)

«Se avesse visto queste immagini, Arpa non avrebbe parlato di "vapore"», prosegue. Nella relazione al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l'agenzia per la protezione ambientale parla infatti di "foto di nubi di vapore" con "colorazione rosata" che sarebbe "verosimilmente dovuta all'ora" (le 6.50 del mattino del 13 agosto). Nel filmato fornito da Peacelink invece «si vedono inquivocabili nubi dense di color grigio che nessun tecnico scambierebbe con vapore. È questo filmato di 1 minuto e 49 secondi del 13 agosto, che ha suscitato scalpore, tanto da totalizzare oltre 4200 visualizzazioni».
Si tratta di un filmato girato all'interno della fabbrica in cui emerge «un quadro inaccettabile di emissioni diffuse e fuggitive, specie mentre entra in funzione il tanto declamato Altoforno 1 rifatto e "messo a norma"».
Non è la prima volta, commenta Marescotti, «che Ilva annuncia il rifacimento di impianti che all'inaugurazione risultano malfuzionanti. È già accaduto nel gennaio 2010 con l'avvio dell'acciaieria 2. Era stata rifatta ma dalle immagini video girate da una ecosentinella risultava mal funzionante. Anche in quella occasione fummo criticati, ma alla fine Ilva riconobbe che c'era un malfunzionamento tecnico perché l'evidenza delle immagini delle ecosentinelle ci dava ragione».. PeaceLink in giornata invierà al Presidente Michele Emiliano una relazione di risposta alla relazione Arpa, che tuttavia per la verità «ammette una "strumentazione non ancora calibrata per il monitoraggio"».
Il sistema di monitoraggio dell'Ilva è infatti «ancora carente e per alcuni versi non rappresentativo della realtà che si vuole controllare, tanto che in diverse giornate le rilevazioni degli inquinanti cancerogeni Ipa interne all'Ilva risultano paradossalmente inferiori rispetto alle rilavazioni nel quartiere Tamburi: praticamente gli operai della cokeria potrebbero consegnare con gesto caritatevole agli abitanti dei Tamburi le loro mascherine anti-inquinamento».
A detta del presidente di Peacelink, «è incredibile ma è così. Ilva per alcuni versi risulterebbe addirittura più sicura del quartiere Tamburi. Come emerge dai dati di monitoraggio degli Ipa pubblicati sul sito dell'Arpa, nell'Ilva vi sarebbe meno inquinamento cancerogeno che nel quartiere Tamburi. Ma Arpa crede veramente a questi dati? Noi abbiamo da tempo sollevato il problema del sistema di monitoraggio Ilva, che non ci soddisfa. Le famose centraline anti-inquinamento -aggiunge- che Ilva non voleva al suo interno (è emerso nelle intercettazioni) ora sono state piazzate e paradossalmente esse forniscono dati talmente rassicuranti che in alcuni giorni si riscontrano valori di Ipa paragonabili a quelli riscontrati nel Parco Nazionale del Pollino o nella Valle d'Itria. Noi non crediamo che i lavoratori Ilva stiano vivendo in un villaggio Valtur. E vorremmo un confronto perché si avvii un vero monitoraggio dei punti critici».
Ma al di là degli aspetti tecnici specifici contingenti, l'Arpa, «forte dei tranquillizzanti dati tecnici che dice di possedere, dovrebbe dichiarare se l'area a caldo dell'Ilva è ancora pericolosa per la vita e la salute dei tarantini o se può essere dissequestrata. Se non lo dice, tutto il resto è un virtuosismo tecnico che non rassicura i cittadini e neppure noi», conclude Marescotti.

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