Migranti minori, Confcooperative: «Comune assente». L'assessore Scasciamacchia si difende In evidenza

Martedì, 10 Gennaio 2017 13:12

I toni non sono pacati, come quelli di chi è esasperato perché si trova a interloquire da tempo con un muro, l’Amministrazione comunale di Taranto, su una problematica importante, quale quello della gestione dei minori stranieri non accompagnati. Dure le accuse di Confcooperative, alle quali peró replica l'assessore alle Politiche Sociali, Gionatan Scasciamacchia.

Secondo Carlo Martello, presidente di Confccoperative Taranto, «solo dopo l’intervento della Prefettura del settembre scorso a favore dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), il Comune di Taranto ha scoperto che, sin dal 4 ottobre del 2013, è stata presentata una proposta di legge, la n. 1658, finalizzata a migliorare e rendere più organiche le misure di protezione dei migranti minori».
Il Governo stima in settemila unità i minori stranieri soli che ogni anno arrivano in Italia e, rilevando la loro vulnerabilità che li rende facile preda dei circuiti di illegalità, prevede la loro protezione, uno dei punti salienti della proposta di legge, mediante l’istituzione di un sistema nazionale di accoglienza con un numero adeguato di posti e con standard qualitativi garantiti.
«È proprio quello – ha poi detto Carlo Martello – che per lungo tempo, ma inutilmente, la Confcooperative ha proposto di realizzare al Comune di Taranto, d’intesa con la rete delle cooperative sociali che gestiscono le comunità educative abilitate ad accogliere anche questi minori; così facendo si sarebbe potuto utilizzare un sistema omogeneo di strutture, con costi concordati, e con livelli qualitativi omogenei e controllati proprio dal Comune di Taranto».
«Ma questo – ha stigmatizzato duramente Carlo Martello – all’Amministrazione Stefano non è mai interessato, preferendo essa una continua lamentela sulla scarsità delle risorse, ma allo stesso tempo prediligendo destinare somme ingenti, anche sottratte all’Assessorato competente, ai cattivi risultati gestionali di alcune partecipate e gravando di sempre maggiori incombenze il dirigente del settore».
Dopo il duro j’accuse giunge però un messaggio di apertura al dialogo: i rappresentanti delle cooperative sociali aderenti alla Confcooperative, hanno infatti riconfermato la disponibilità ad operare in modo organizzato e qualificato con il Comune di Taranto in questo delicato settore, anche per realizzare anticipatamente alcuni obiettivi della citata proposta di legge.

Lo stato di fatto dei rapporti tra le cooperative sociali e il Comune di Taranto
La Confcooperative e le cooperative sociali associate che gestiscono le comunità educative, lamentano preliminarmente una perdurante mancanza di programmazione nell’affrontare il problema da parte del Comune di Taranto. Peraltro l’Amministrazione retta dal Sindaco Stefano da un lato non ha saputo promuovere efficacemente l’affido familiare – solo recentemente andando a rimorchio delle iniziative intraprese dal Tribunale per i minori – dall’altro non ha voluto utilizzare razionalmente il sistema delle comunità educative, non garantendo così una accoglienza ben organizzata, diffusa e professionale.
A tutt’oggi sono incredibili e dannosi anche i ritardi nei pagamenti delle competenze che il Comune incassa dalla Prefettura a titolo di rimborso ministeriale per l’accoglienza dei MSNA, 45 euro al giorno senza integrazione del Comune che effettua solo anticipazioni. A questo riguardo si lamenta anche l’incapacità dell’Amministrazione comunale di acquisire risorse finanziarie aggiuntive: o non partecipa ai numerosi bandi emanati, o, se partecipa, la sua proposta viene bocciata, forse perché non ritenuta di qualità.
Infine, il dato più preoccupante: essendo le Comunità educative accreditate dalla Regione Puglia per poter funzionare e accogliere i minori, queste devono necessariamente rispettare e mantenere requisiti logistici, occupazionali e professionali. Eppure le convenzioni stipulate con il Comune nell’anno 2008, che le autorizzavano ad accogliere i minori sulla base di rette definite, sono scadute da due anni e non sono state rinnovate. Al proposito si manifesta persino la preoccupazione che possano essere riconosciute rette differenti alle diverse Cooperative ospitanti, con grave danno per l’Amministrazione e ingiustificata disparità di trattamento per le Cooperative.

La replica dell'Amministrazione comunale
«Le dichiarazioni del Presidente territoriale di Confcooperative circa la gestione comunale dei minori stranieri non accompagnati sono del tutto infondate e strumentali ma soprattutto minano il delicato percorso di accoglienza fin qui tracciato dagli enti preposti». Questa la ferma risposta dell'Assessore alle Politiche sociali del Comune di Taranto Gionatan Scasciamacchia che rimanda al mittente le accuse.
«Bisogna considerare – illustra – che il Comune di Taranto, dal 2014, svolge in maniera egregia la gestione dei minori stranieri e che l'attività della Direzione servizi Sociali è stata apprezzata anche da altri comuni.
E' opportuno evidenziare e sottolineare che l'ente comunale ha fatto molto di più rispetto ai compiti affidati. Si precisa che alla data odierna, il Ministero dell'interno, attraverso le Prefetture, non ha inoltrato al Civico ente alcun rimborso per l'intero anno 2016. A tal proposito, il Comune, dal proprio bilancio comunale, ha versato risorse per ben quattro alle comunità educative ed è in procinto di anticiparne altre due».
Inoltre, continua l'Assessore Scasciamacchia, «il Comune di Taranto, integra, con fondi propri, le rette necessarie per l'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Solo nel bilancio del 2015 ha sostenuto una spesa aggiuntiva di circa un milione e cinquecento mila euro, con fondi di bilancio comunale; spese riconducibili all'integrazione delle rette giornaliere degli stessi. Bisogna considerare -aggiunge- che, per garantire l'accoglienza e la tutela dei minori appena sbarcati, la Direzione Servizi sociali fa ricorso a personale interno qualificato e motivato.
Al fine di far fronte all'emergenza immigrazione, Il Sindaco di Taranto unitamente al Presidente del Tribunale per i minorenni e alla Diocesi, ha attivato un fattivo accordo istituzionale  per promuovere l'affido familiare poiché si ritiene che sia uno strumento fondamentale per garantire la tutela dei minori. Questo accordo ha già prodotto ottimi risultati che hanno permesso a dei minori stranieri di essere accolti da famiglie tarantine».
In merito all'affido familiare, l'assessore fa sapere che «proprio nelle ultime settimane si è tenuto un incontro presso palazzo Pantaleo  in cui erano state invitate anche le comunità educative ( le quali non si sono presentate ) poichè si ritiene che la loro collaborazione sia importante per favorirne la diffusione».
Per concludere e per smontare tutte le tesi accusative del Presidente di Confcooperative, conclude l'Assessore Scasciamacchia , «il Comune di Taranto, dopo aver rappresentato, in diverse sedi istituzionali, le proprie difficoltà a gestire un fenomeno di così vaste proporzioni, ha ricevuto, a fine 2016,  un finanziamento regionale di mezzo milione di euro quale contribuzione alle spese che sostiene. Si ritiene, pertanto, che tutti gli sforsi sinora messi in campo, sia dal Comune che dagli Enti preposti siano stati effettuati nell' interesse dei minori stranieri al fine di garantir loro un'accoglienza qualificata».


                                                                                                                                                          

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