Giovedì, 23 Novembre 2017

    Sindacati sul piede di guerra: a zero le procedure per la stabilizzazione dei precari dell’Asl

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Restano tesi i rapporti tra le organizzazioni sindacali e la Direzione Generale dell’Asl di Taranto. 

    «In questa città, con la Asl Taranto, non basta più sottoscrivere accordi visto che la loro attuazione diventa una libera scelta del management». È quanto si legge nel documento unitario sottoscritto da Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fp e Rsu ed indirizzato ad direttore dell'Asl, a Regione, a Sindaco e a Prefetto.  
    Già dallo scorso 8 giugno i sindacati chiedono l'attuazione degli accordi presi e che prevedono: il diritto alla mensa, la regolamentazione della banca delle ore, un chiaro programma delle azioni per la stabilizzazione dei precari. Ed ancora la modifica del regolamento per il conferimento delle funzioni di coordinamento e bandi di mobilità e di selezione oltre allo scorrimento della graduatoria “Collaboratori professionali Ds” per l'assegnazione dei posti vacanti. Poi la definizione dei fondi contrattuali aziendali, la proposta di fabbisogno delle posizioni organizzative e il riconoscimento delle strutture ad alta complessità gestionale del comparto.
    Ma nonostante «le diverse sollecitazioni, gli incontri effettuati e gli accordi presi, la sconsolante realtà, - fanno sapere i sindacati - è che sono a zero gli atti amministrativi posti in essere dalla Direzione Generale dell’Asl ionica rispetto ad argomenti di particolare importanza come la programmazione delle azioni per la stabilizzazione dei precari».
    L’ultimo incontro svoltosi lo scorso 7 luglio, si è sostanzialmente risolto «in un ennesimo nulla di fatto». Le organizzazioni sindacali di categoria denunciano infatti la «totale assenza di visione di offerta di salute da parte della Direzione Generale e la mancanza di capacità manageriale del Direttore Generale dell’Asl di Taranto Stefano Rossi».
    Si assiste alla «mortificazione dei servizi e dei loro operatori». La provincia di Taranto infatti, «continua a perdere posti letto. Altro che incremento», denunciano le organizzazioni sindacali, che contestano al Direttore della Asl Taranto «la palese inaffidabilità nel prendere e mantenere impegni nei confronti di questo territorio, dei suoi dipendenti e dei cittadini». 
    Per le organizzazioni sindacali «la miopia, espressa dall’attuale Direzione, nella gestione dell’Azienda Sanitaria Locale», a cui è affidata la cura della salute della popolazione ionica, non può essere sottaciuta.
    «Ci assicureremo da oggi in poi che i confronti producano accordi e che questi vengano attuati.- fa sapere Mino Bellanova segretario Cgil Fp- Differentemente non ci saranno ulteriori percorsi e romperemo le relazioni sindacali. Se non ci sono tutele per i lavoratori, vuol dire che c'è una condizione unilaterelae da parte dell'azienda e non l'accetteremo mai».
    Dello stesso parere anche Massimo Ferri segretario della Cisl Fp e Franco Brunetti della Uil Fp.
    «È necessario ora che alle parole seguano fatti concreti. Non sono escluse delle iniziative in caso di rottura dei rapporti con l'Asl», riferisce Ferri. «Chiediamo che le relazioni sindacali non siano evanescenti e che gli accordi sottoscritti vengano tramutati in atti concreti. Quando si attiva un servizio sanitario non dobbiamo fare la questua per trovare 400mila euro per aprire il reparto di oncologica pediatrica. L'Asl deve trovare i fondi».
    Poi un appello al nuovo sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. «Rappresentando l'autorità sanitaria della città deve svolgere attivamente il suo ruolo. -dichiara Giuseppe Chiffi rappresentrante Rsu Asl Taranto- Fino ad ora, così non è stato. – denuncia ancora- Alla stessa maniera, la Regione deve fare la sua parte. Manca un coordinamento regionale, ancora non abbiamo un assessorato alla sanità».

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