Mercoledì, 19 Febbraio 2020

    Ilva, Bentivogli-Panarelli (Fim Cisl): «sciopero confermato»

    Al termine dell'incontro tra Fim, Fiom, Uilm e il Commissario Ilva Piero Gnudi, il Segretario Nazionale Fim Cisl Marco Bentivogli e il  Segretario generale Fim Cisl Taranto Cosimo Panarelli confermano l'iniziativa di sciopero con manifestazione a Roma in programma per il prossimo 11 luglio, data la «fragilità e la pesante situazione finanziaria in cui versa il Gruppo che di fatto  sta progressivamente limitando le disponibilità per i pagamenti dei fornitori e degli stipendi».

     

    Lo stipendio da erogare il 12 luglio però sembra al riparo, come anche già annunciato dallo stesso neo commissario Gnudi.

    «Diversa sorte – informano Bentivogli e Panarelli- per il premio aziendale, la cui possibilità di pagamento viene legata alla concessione del prestito ponte da parte delle banche che peraltro dovrebbe slittare di un mese. Su questo aspetto abbiamo manifestato tutte le nostre contrarietà».

    Il Commissario ha comunicato inoltre che il suo mandato si sta svolgendo su due piani.

    «Il primo, riguardante la ricerca di un nuovo socio di maggioranza, condizione per cui, la famiglia Riva e altri imprenditori parteciperebbero all'acquisizione del Gruppo. A detta di Gnudi senza un nuovo acquirente, possibilmente entro fine anno, il Gruppo ha il destino segnato. E poi – spiegano ancora i segretari- si è alla ricerca di un prestito ponte per pagare fornitori ed eseguire interventi previsti da piano ambientale, che cumula un ritardo sul cronoporgramma di oltre 3 mesi. In parallelo si sta ricercando la possibilità di utilizzare i soldi sequestrati alla famiglia Riva dalla Procura di Milano, depositati in Svizzera che ammontano ad 1,7 miliardi di euro».

    Proprio sul prestito ponte il Commissario ha evidenziato la necessità di modificare il decreto per poter aprire le prime linee di credito.

    «Abbiamo chiesto che fino a quando non si determineranno le condizioni per la cessione ad un nuovo socio di maggioranza, il Governo predisponga un piano industriale sulla base del piano ambientale contenuto nel decreto. Abbiamo ribadito, inoltre, la necessità di preservare l’integrità e la solidità del Gruppo Ilva, la sua capacità produttiva, i suoi assetti occupazionali».

    Le sigle sindacali sono anche del parere che «dalle risorse sequestrate ci siano le disponibilità per ripartire subito con ambientalizzazione e riqualificazione industriale, anche per rendere più attrattiva e solida l’operazione di cessione che non può essere vincolata alle volontà di un solo potenziale acquirente. Inoltre per dare credibilità alla nuova governance del Gruppo è utile immaginare un futuro che divida definitivamente le sorti dell’Ilva da quelle della famiglia Riva».  Dall’incontro infine è emerso chiaramente un cambio di mandato da parte del Governo nei confronti del Commissario, a questo proposito è stato chiesto «un incontro urgente al Governo e uno con il Commissario e il Coordinamento Ilva».

     

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