Giovedì, 23 Novembre 2017

    Ilva, «i lavoratori dell'indotto non sono di serie B»

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Le Organizzazioni Sindacali (Cgil Filcams, Cisl Fisascat, Uil Uiltucs, Cgil Fillea, Cisl Filca, FenealUil, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti) chiedono un confronto a Governo, Regione e Comune sulla vicenda Ilva e sulla delicatissima situazione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’indotto Ilva, al momento esclusi da qualsiasi ragionamento legato alla trattativa in forte salita presso il Mise.

    I sindacati di categoria auspicano «che in uno stato democratico, i più deboli, senza tutele, senza ammortizzatori sociali, non siano lasciati al loro destino, abbandonati, colpevolmente, alle logiche del mercato, dei cambi appalto o assegnazioni di commesse al massimo ribasso che, nella migliore delle ipotesi, potrebbero portare forti riduzioni orarie, reddituali e delle tutele normative e contrattuali, o, peggio ancora, la fuoriuscita dal mercato del lavoro Indotto Ilva».

    Ecco chi sono
    «Si tratta di 7.603 lavoratori e lavoratrici dell'indotto dipendenti di circa 346 aziende, operai addetti alle pulizie civili e pulizie industriali, manutentori, edili, carpentieri, autisti, addetti mensa, cuochi, elettricisti ecc ecc, con contratti part-time, interinali, a tempo determinato o indeterminato autorizzati tutte le mattine, pomeriggi e notti a presentarsi presso la portineria Imprese (sulla strada provinciale per Statte Taranto) per iniziare la loro avventura con le loro tute arancioni e con poche tutele occupazionali e di sicurezza», spiegano.
    Oggi le Istituzioni, la politica, garantiscano «che nessun lavoratore perderà un posto di lavoro, compreso i lavoratori e le lavoratrici dell'indotto; una discussione di un piano industriale serio che non possa prescindere da prendere in considerazione tutte le unità che lavorano nel mondo dell'indotto, di come saranno utilizzate a seguito della nuova organizzazione industriale dell'azienda AM INVESTCO; utilizzo delle maestranze dell'indotto già presenti nell'Ilva per i lavori di bonifica previsti; ammortizzatori sociali uguali per tutti compreso il mondo dell'Indotto; agevolazioni per esposizione amianto e prepensionamenti anche per i lavoratori dell'indotto; lavoro e Sicurezza, Salute e benessere per tutti compreso l'Indotto».

    Secondo il giudizio dei sindacati, al tavolo al Mise, bisogna fare in modo «che non rimangano lettera morta i principi costituzionali della pari dignità sociale e dell’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori allo sviluppo economico e sociale dell’Italia. I lavoratori dell’indotto continueranno a lavorare nel silenzio, uniti come sempre, e le loro famiglie continueranno a credere nelle Istituzioni, certi che il loro grido venga ascoltato da chi ne ha la responsabilità e da chi, quei principi costituzionali ha giurato di seguirli».

     

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