Giovedì, 23 Novembre 2017

    Ilva, tavolo al Mise: Arcelor Mittal conferma almeno 10.000 lavoratori

    Si è tenuto il tavolo al Ministro dello Sviluppo Economico sulla vertenza Ilva.  

    In apertura il Ceo della Divisione europea di Arcelor Mittal Geert Van Poelvoorde ha confermato la disponibilità di AmInvestCo a riaprire la trattativa, dopo lo stop del 9 ottobre scorso, “con l’impegno – fa sapere il Segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli- al mantenimento della struttura salariale e di livelli fissi della retribuzione (compresi scatti di anzianità), degli attuali diritti contrattuali e di legge e a ragionare su parte variabile con un accordo integrativo da contrattare alla luce del piano industriale. Garanzie che verrebbero confermate anche tenendo conto di una “formale” discontinuità con il passato perché prevista dalla procedura europea”.
    Il Ministro Calenda ha rimarcato che “la discontinuità prevista dalla procedura europea non impedirà ai lavoratori di mantenere i diritti pre-esistenti e che soprattutto consentirà che permanga la rete di protezione dell’Amministrazione Straordinaria affinché nessun lavoratore venga licenziato”.
    Sulla parte occupazionale ha invece confermato l’occupazione di almeno 10000 lavoratori, “rendendosi però disponibile ad un’analisi e confronto di dettaglio sulle singole aree dei vari siti per valutarne la congruità rispetto al piano. Il Ministro ha confermato che la procedura ex art.47 viene “congelata” e si avvia la trattativa “senza pregiudiziali”. Ha inoltre ricordato che Cassa Depositi e Presiti non ha intenzione di entrare nella cordata, qualora maturasse un orientamento diverso, se ne parlerà nella trattativa. Il Ministro ha ricordato che questa vertenza ha mille difficoltà ma anche molti spazi: 2,4 mld€ di investimenti ambientali e produttivi, 1,1 mld€ bonifiche e 1,8 ml€ per creditori, per un totale di 5,3 mld€.”
    A detta di Bentivogli, “aver sgombrato la trattativa da vincoli è un fatto positivo ma è necessario che questo spirito permanga entrando nel vivo della trattativa. Con spirito proficuo e costruttivo, ora lavoriamo sul metodo, scomponendo l’azienda per ogni area per fare un ragionamento di merito e su ogni area affrontare i temi che prevedono il vostro piano industriale su occupazione, investimenti e ambiente e le nostre controdeduzioni. Il clima si è caricato troppo di tensioni lontane dai problemi concreti della trattativa e poco mentre la trattativa stessa è ancora ai blocchi di partenza. Noi la contrattazione la vogliamo fare, ma è fondamentale che non si passi da una rigidità all’altra dandoci un metodo e costruendo un calendario di incontri specifici. Siamo certi – conclude- che in un clima di confronto vero, saremo in grado di convincere l’azienda ad escludere licenziamenti e a puntare su un rilancio vero ed ecosostenibile”.
    Sulla questione ambientale “è ora che a Taranto si veda concretamente l’inizio dei lavori per la copertura dei Parchi Minerari andando oltre gli annunci degli ultimi quattro anni. Nelle prossime settimane la città e i lavoratori devono vedere non lo scontro istituzionale che si protrae da decenni, senza passi avanti sull’ambientalizzazione ma l’inizio dei lavori. Rispetto alla questione antitrust europea è importante che si lavori parallelamente alla trattativa per capire se la posizione di Arcelor Mittal sia definita dominante e se le prescrizioni da mettere in campo sono sufficienti ad evitare un rischio concreto che possa pregiudicare l’esito del negoziato”.
    I prossimi incontri sono fissati per il 9 novembre alle 10.30 sul Piano industriale e il 14 novembre alle 9 sul piano Ambientale.

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