Sabato, 18 Novembre 2017

    La Uilm illustra la trattativa Ilva. Ecco l’analisi punto per punto

    By Marco Ruffo Novembre 10, 2017 282
    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    Il consiglio territoriale della Uil metalmeccanici in programma questa mattina non poteva non essere incentrato sulla vertenza Ilva. Soprattutto all’indomani di un importante vertice come quello tenutosi ieri a Roma tra Governo, Am Invest Co e sigle sindacali confederali e di settore.

    Ad entrambi i momenti ha partecipato Rocco Palombella, segretario nazionale della Uilm, e profondo conoscitore dello stabilimento ionico.

    Il vertice con Am InvestCo

    Non si è parlato del profilo ambientale (questo avverrà il 14 novembre), né della questione occupazionale. Quello di ieri è stato un confronto fondato sull’analisi del piano industriale. Piano che anche ieri – ha detta della Uilm – non è stato consegnato nella sua interezza. Piuttosto sono state mostrate alcune slide che riassumo le intenzioni della cordata.

    Secondo Antonio Talò – attuale segretario provinciale Uilm – il piano vero e proprio potrebbe essere inviato oggi, o al massimo nei prossimi giorni, ai rappresentanti dei lavoratori.

     

     

     

    La produzione e i tempi di messa a regime

    Stando a quanto ha raccontato Rocco Palombella, Am InvestCo intende portare a regime i propri piani in un arco temporale di 6 anni. Tempi lunghi, a detta del numero uno della Uilm, valutando il fatto che i cicli economici dell’acciaio sono mutevoli nel breve tempo. A questo proposito basti ricordare che Piero Gnudi, amministratore straordinario dell’Ilva, ha più volte ribadito alle commissioni riunite del Senato che nel 2020 ci sarebbe iniziato un nuovo ciclo positivo per l’acciaio. Coincidenza che si rischia di perdere se – come paventato dai nuovi investitori – i lavori di ammodernamento e ambientalizzazione dovessero terminare nel 2024.

    Inoltre Am InvestCo sembra intenzionata, afferma Palombella, “a marciare con 3 altoforni e a spegnere l’altoforno numero 2 nel momento in cui riattiverà l’Afo 5. Questo significa che nel momento in cui si ferma uno dei tre per fare la manutenzione, si fa affidamento sui restanti due che però non sono sufficienti a produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio”.

    Volumi produttivi

    Confermata l’intenzione di produrre a Taranto, nell’area a caldo, 6 milioni di tonnellate di acciaio. A queste si sommano le quattro tonnellate di bramme che arriveranno però da altri stabilimenti per essere lavorati nell’area a freddo. “Questo -  avverte Rocco Palombella – significa dipendere da produzioni altre”.

    Le incognite sui parchi minerali

    Rispetto agli annunci delle scorse ore, il segretario nazionale della Uilm è molto più cauto: “Hanno annunciato che copriranno i parchi. Io ho chiesto: quali parchi? Se è un progetto di copertura parziale vuol dire che intendono ridurre la produzione nell’area a caldo. Queste cose ci devono essere chiarite”.

    In conclusione Palombella ha ammonito: “Se i nuovi gestori intendono ridimensionare l’area a caldo lo devono dire a chiare lettere. Non tollereremo un’agonia lenta”.

    Tra le novità che prima non erano emerse, sostiene Antonio Talò, c’è “il rilancio dell’area tubifici che sembrava essere un elemento sul quale i nuovi gestori non intendevano puntare”. Anche se per un loro riavvio si prevede un’attesa di 4 anni.

     

     

    L’Antitrust e l’Unione Europea

    Elemento che in troppi stanno sottovalutando e che invece è dirimente perché gli investitori indiani possano subentrare nella gestione dell’Ilva. Parliamo del via libera dell’antitrust europeo. Lo conferma lo stesso Palombella quando dice: “Fino al 23 di marzo Am InvestCo non può prendere in fitto gli stabilimenti, perché ci sarà una nuova indagine, una nuova verifica. La commissione vuole sapere dove chiudono la produzione di acciai piani. Il fatto di aver preso altri 90 giorni [da parte della commissione, NdR] vuol dire che ci sono difficoltà vere di concorrenza”.

    In definitiva, nell’incontro di ieri si sono registrate luci ed ombre. Ma, come conferma Palombella, sono più le seconde rispetto alle prime.

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