Lunedì, 10 Dicembre 2018

    Ilva, Re David (Fiom): “Ricorso in momento inopportuno”. E Landini: “No a campagna elettorale” In evidenza

    By Marco Ruffo Dicembre 13, 2017 673

    “Il ricorso sull’Aia è arrivato in un momento inopportuno”. È tranchant la segretaria nazionale della Fiom, Francesca Re David, a Taranto per partecipare ad un convegno incentrato sulla vertenza Ilva. Con lei anche Rosario Rappa, membro della segreteria generale della Fiom, e Maurizio Landini, ora membro della segreteria nazionale della Cgil.

    Ma è stata Re David a pronunciare le parole più nette in merito a quanto sta accadendo sull’asse Taranto-Roma. E non si tratta solo della inopportunità di fare, o non fare, ricorso al Tar contro l’Aia. Secondo la numero uno della Fiom, il tavolo per Taranto era stato chiesto, insieme a quello per Genova, proprio dal sindacato dei metalmeccanici. “Lo abbiamo chiesto – ha riferito ai giornalisti – nell’incontro del 28 novembre. Mancava solo la data. La Fiom ha lavorato fortemente per ribadire che non si possono tagliare fuori dalla discussione gli enti locali”.

     Insomma: l’inasprimento della conflittualità, generato dallo scontro tra Melucci ed Emiliano da un lato, e Calenda dall’altro, poteva essere evitato. “Il conflitto istituzionale – ha detto – è l’ultima cosa che può servire. Crediamo che tutti debbano fare la propria parte. Va fatta una discussione complicata sul piano occupazionale, sul piano ambientale, discutendo con la città a partire dalle lavoratrici e dai lavoratori”.

    Re David, inoltre, rimarca l’importanza che lo stabilimento riveste per l’economia cittadina e nazionale, affermando: “L’Ilva, a Taranto, gioca un ruolo fondamentale nella politica industriale del paese; è una ricchezza straordinaria. Allo stesso tempo bisogna capire quale lavoro bisogna oggi rivendicare per i dipendenti diretti e per l’indotto, considerando il piano ambientale”.

    Sulla stessa linea, l’ex segretario della Fiom, Landini, che ha precisato: “È sotto gli occhi di tutti che per produrre acciaio senza danneggiare la salute dei cittadini c’è bisogno di fare investimenti seri. Credo che questo debba essere l’obiettivo di tutti. Oggi non è il momento dei tribunali”.

    Inoltre, a nostra precisa domanda su come si possa oggi inserire, tra le rivendicazioni fatte al Governo, la valutazione del danno sanitario e come questa possa essere inserita nell’Aia, Landini ha risposto: “Lo abbiamo chiesto durante il mese concesso alle parti sociali e agli altri portatori di interesse per avanzare osservazioni all’Aia. Per quello che ci riguarda, è un elemento che nel tavolo del 20 deve essere discusso e devono essere presi degli impegni a tal riguardo”. L’auspicio di Landini è che, una volta approntata la valutazione di danno sanitario, ci siano “dei rapporti semestrali per verificarne la reale applicazione. Esiste una legge regionale su questo e sarebbe bene che venisse applicata”.

    Infine il monito dello stesso Landini: “È importante tenere fuori la campagna elettorale da questa vertenza”.

    Al convegno, cui la Fiom ha invitato, tra gli altri, Legambiente e l’ordine dei medici, hanno chiesto di prendere la parola sia l’associazione Italia nostra, sia il comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti. La posizione di questi ultimi rimane la stessa di sempre. Non ci sono stati ripensamenti o riavvicinamenti al sindacato di categoria. Il comitato spinge, e lo ribadirà, per la chiusura dell’area a caldo e sulla stipula di accordo di programma simile a quello che approvato a Genova.

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