Sabato, 18 Agosto 2018

    Ilva: fuori Marcegaglia, dentro Cassa depositi

    La Cassa depositi e prestiti all’interno della cordata che rileverà l’Ilva? Quella che era un’iniziale indiscrezione sembra oggi avere basi più solide. Cdp dovrebbe prendere il posto di Marcegaglia all’interno della cordata capitanata da Mitral, superando così le ultime indicazioni dell’Antitrust europeo.


    Come è noto, qualche settimana fa, dall’Europa, era arrivato un monito forte e chiaro: il gruppo Marcegaglia avrebbe dovuto abbandonare la cordata costituita con il gruppo indiano. Il timore di Bruxelles era che dall'incontro tra un big player dell’acciaio come Arcelor Mittal e il più grande trasformatore europeo, ovvero Marcegaglia, potesse nascere una concentrazione in grado di alterare il mercato e la concorrenza.
    Nella cordata Am InvestCo, Marcegaglia era presenta con un 15% del capitale societario. Ora, al suo posto, subentrerà la Cassa depositi che non è del tutto nuova della partita, essendosi già presentata in passato a fianco di Jindal e di altri partner per ottenere la gestione dell’Ilva.


    Nella nuova composizione societaria, Cdp avrebbe il 5,6% mettendo sul piatto 100 milioni di euro. Altri 100 milioni arriveranno da Intesa SanPaolo, anch'essa al 5,6%, che si è resa disponibile a partecipare all'acquisto del gruppo di Taranto, ma solo dopo aver ricevuto il via libera della Ue una volta definiti tutti gli accordi sindacali e ambientali. Cdp avrebbe già firmato un accordo «non vincolante» con Am Investco per studiare soluzioni in vista di un impegno nel piano di ristrutturazione e rilancio del gruppo siderurgico al momento della vendita degli asset.


    Nel corso dell'incontro fra i vertici di Arcelor Mittal e Calenda ieri sono stati, tra l'altro, affrontati i punti all'ordine del giorno previsti per il tavolo su Taranto convocato per il 20 dicembre al Mise. Calenda ha anche scritto una lettera al governatore della Puglia Michele Emiliano, invitandolo al ministero prima per studiare insieme i diversi punti all'ordine del giorno, con la speranza che Emiliano ritiri il ricorso al Tar.

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