Venerdì, 17 Agosto 2018

    Dall’Usb “operazione verità” sugli esuberi in Ilva

    L’accordo volto a ridurre il numero degli esuberi che il Governo avrebbe concluso con Mittal è solo verbale. Non ci sarebbe quindi nessuna garanzia circa il fatto che la cordata guidata dall’azienda franco-indiana non riporti il numero degli occupati ad 8.500 come inizialmente paventato.

     Parte da qui l’”operazione verità” del sindacato Usb a pochi giorni dall’ennesimo incontro tra azienda e parti sociali. Il primo punto da cui partire sarebbe questo: “La gara, secondo noi – scrive Francesco Rizzo, segretario provinciale Usb -,  è stata costruita senza vincolo alcuno al mantenimento della piena occupazione del gruppo siderurgico. ArcelorMittal si sarebbe aggiudicata Ilva con l'impegno all'assunzione di 8.500 lavoratori su un totale di 14.200, prevedendo un 40% di esuberi, sino al termine del piano industriale nel 2023”.

    “Il successivo intervento del ministro Calenda - spiega invece Sergio Bellavita, USB nazionale - avrebbe convinto ArcelorMittal ad accettare 10.000 assunzioni anzichè le 8.500 pattuite. Tuttavia, questo nuovo impegno, pare essere solo verbale e solo sino al 2023”.

    Il terzo punto riguarda il rapporto contrattuale con i lavoratori: “Il management di ArcelorMittal – si legge nella nota del sindacato - ha esplicitamente detto più volte che le condizioni economiche, normative e i diritti acquisiti vanno negoziate. In particolare nel corso dell'ultimo incontro ha specificato che è suo intendimento ridiscutere la contrattualistica esistente da decenni ed in specifico il salario strutturale aggiuntivo al CCNL”.

    Spetta in primo luogo al Governo rimettere in discussione quell'accordo, secondo l’Usb. Che aggiunge: “ArcelorMittal, ad oggi, si dichiara indisponibile a garantire il lavoro per tutti quei dipendenti che non dovessero trovare nuova occupazione o una soluzione alternativa con il ventilato piano di incentivazione all'esodo. Ciò significa che al sindacato viene chiesto di sottoscrivere licenziamenti veri e propri. E' evidente che , almeno da parte di USB, non vi è alcuno spazio per accettare una simile ipotesi. L'11 aprile, qualora il quadro fosse immutato, proporremo a tutta la delegazione sindacale di prendere atto che non ci sono le condizioni per proseguire oltre”.

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