Lunedì, 10 Dicembre 2018

    Ilva: cambio di contratto? Ce lo chiede l’Europa, ma i sindacati non ci stanno

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Ennesima fumata nera al tavolo del ministero dello Sviluppo economico. Tra Mittal e le sigle sindacali non c’è accordo. Le parti sono lontane e non è facile prevedere che possano incontrasi a metà strada.

    “Abbiamo chiesto in apertura che ci venga consegnata la lettera inviata dalla Commissione europea ai commissari straordinari, in riferimento agli aiuti di Stato per la cessione dell'Ilva”. Così si è espressa la Fiom Cgil che, dopo le tante “sorprese” che questi incontri hanno riservato, ora vuole vederci chiaro su tutta la linea.
    La necessità più pressante, per il sindacato, è quella di prendere visione della lettera cui fa riferimento la compagine franco-indiana. Alle sigle sindacali è stato lasciato intendere che la missiva “conterrebbe anche la richiesta di una discontinuità nei rapporti di lavoro dei lavoratori nel passaggio da Ilva alla nuova azienda”.
    Secondo la Fiom, inoltre, “l'azienda ha ribadito la volontà di modificare il premio di risultato, legandone l'erogazione non più a parametri di produttività ma al raggiungimento di obiettivi finanziari fissati dall'azienda – senza il quale raggiungimento il premio non verrebbe erogato – e unificare gli altri tre premi esistenti, oggi non legati a nessun vincolo, introducendone di nuovi che ne potrebbero determinare la non erogazione”.
    L’unico spiraglio di apertura concesso dalla Fiom in questo momento concerne il mantenimento degli attuali livelli salariali anche se questo debba essere accordato a fronte della discontinuità contrattuale paventata. “Per quanto ci riguarda – scrive il sindacato dei metalmeccanici - abbiamo ribadito che, a fronte di una eventuale esigenza formale di discontinuità dei rapporti di lavoro, per la Fiom deve esserci comunque una continuità sostanziale nel mantenimento per tutti i dipendenti delle condizioni normative e salariali in essere. In assenza di queste condizioni, un accordo non è possibile”.
    Le parti sono state riconvocate per il 23 e 24 aprile, ma è chiaro che, in assenza di novità sostanziali, lo stallo permarrà.

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