Giovedì, 18 Ottobre 2018

    Mancato dialogo, Cgil pronta alla mobilitazione contro il Comune

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    La Cgil di Taranto denuncia la mancanza di qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali da parte dell’amministrazione comunale. “Uno scollamento – dicono Paolo Peluso e Lorenzo Caldaralo, rispettivamente segretari generali della CGIL e della Funzione Pubblica -  che andrebbe assolutamente sanato in una fase delicata della città che si dibatte tra vertenze industriali e slancio produttivo e urbanistico verso un nuovo sviluppo”.

    La sollecitazione a riattivare i canali del dialogo deriva dalla mancata risposta dell’amministrazione ad una lettera datata 10 aprile 2018, in cui la Cgil esprimeva al sindaco, Rinaldo Melucci, la propria preoccupazione per il crescente disagio vissuto dal personale dell’ente.

    “Ad una settimana di distanza quella lettera è rimasta senza alcun riscontro”, affermano Peluso e Caldaralo. “Eppure le carenze di organico, le condizioni di lavoro e l’organizzazione dell’ente –ribadisce il segretario provinciale – sono questioni che non riguardano solo il personale ma anche tutta la comunità amministrata”.

    Secondo Caldaralo “si tratta di un atteggiamento che lascia presagire uno scarso interesse verso il personale che rivendica il diritto di contribuire al miglioramento della macchina amministrativa apportando esperienza, competenza e ragioni che sono tipiche di chi conosce da sempre i correttivi da porre in essere”.

    Nel mirino però c’è anche il Piano del fabbisogno triennale predisposto a palazzo di città. “Lo abbiamo ricevuto tra le mani senza poter assolutamente partecipare alla sua stesura – dice il segretario Peluso – e senza avere una fotografia della situazione attuale che ci consentirebbe di valutare gli effetti di un eventuale politica sul personale nei tempi descritti. Nello stesso piano non si alcun riferimento alle esigenze dello stesso Comune in ordine ai servizi da offrire ai cittadini, mentre è proprio questa la base di discussione fondamentale  per una migliore e più efficace organizzazione e utilizzazione del personale in servizio e non del personale caso mai già in pensione e richiamato a tappare buchi e falle”. 

    Per questo ora la Cgil paventa la possibilità di azioni di mobilitazione se i fili del dialogo non verranno riannodati. Una grana in più alla vigilia dell’approvazione del bilancio.

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