Martedì, 14 Agosto 2018

    Ilva: riparte il laminatoio, ma solo per 4 settimane

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Riparte il Pla2. Il reparto, fermo da agosto del 2017, torna in attività grazie all’acquisizione della commessa Cimolai, legata alla copertura dei parchi. Non durerà a lungo, però. Appena 4 settimane e poi i lavoratori torneranno in cassa integrazione.

    «Per noi – commentano le Rsu Fim Cisl dell’area laminazione, Paolo Panarelli e Giovanni Laterza - è un primo segnale positivo verso i lavoratori di questo reparto, costretti da tempo a convivere con gli ammortizzatori sociali».

    La vicenda evidenzia, qualora ce ne fosse bisogno, che lo stabilimento di Taranto paga la mancanza di ordinazioni, ovvero di commesse. Ma anche l’incertezza che pesa sul passaggio alla cordata guidata da Arcelor Mittal. Al momento infatti non vi è accora accordo tra i sindacati ed il colosso dell’acciaio franco-indiano sui livelli retributivi degli operai che dovrebbero transitare nella nuova società.

    In particolare su quest’ultimo punto, fanno sapere dalla Fim Cisl, «bisognerà continuare a lavorare insieme e in maniera serrata per la ricerca di una possibile intesa che porti risposte ai tanti lavoratori degli impianti fermi ormai da troppo tempo e alla città che aspetta le opere di messa in sicurezza e ambientalizzazione del sito. Il tempo in questa vertenza resta una variabile non trascurabile e che non gioca a nostro favore, bisogna fare presto e bene».

    «È di queste ore – aggiunge il segretario provinciale della Fim, Valerio D’Alò – l’ultima denuncia da parte delle ditte di appalto, della situazione di estrema difficoltà che le stesse vivono a causa dei crediti pregressi all’amministrazione straordinaria e delle difficoltà con i pagamenti standard. Sono tutte partite che possono vedere una soluzione solo con la positiva conclusione della vertenza».

    «Ribadiamo – conclude D’Alò - che per il sindacato resta fondamentale la tutela dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto/appalto, la realizzazione del piano ambientale ed industriale – di cui chiederemo cronoprogramma di investimenti ed opere - e le garanzie sotto il profilo normativo e salariale dei dipendenti, tutto questo oggetto dei prossimi incontri al Mise».

     

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