Domenica, 24 Giugno 2018

    Ilva, dal 9 maggio assemblee e mobilitazione per evitare gli esuberi

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Si alza il livello della tensione sulla vertenza Ilva. “Da mercoledì 9 maggio – annunciano compatti i sindacati dei metalmeccanici - si svolgeranno le assemblee con i lavoratori a valle delle quali saranno stabilite le iniziative di mobilitazione. Ribadiamo con forza al Governo e a Mittal che il loro contratto non è la nostra trattativa".


    Dopo la sospensione della trattativa tra sindacati ed azienda, presso il ministero dello Sviluppo economico, le organizzazioni dei lavoratori tornano a fare la voce grossa consapevoli come sono che senza il loro benestare Am InvestCo non può subentrare agli attuali amministratori straordinari.
    La trattativa è giunta ad un punto di stallo per due ragioni: la prima riguarda il numero delle tute blu che dovranno transitare nella newco destinata ad acquisire il gruppo Ilva (Mittal intende non andare oltre le 10 mila unità per poi scendere a 8.500 dal 20123); la seconda attiene gli istituti contrattuali previsti per gli operai che potrebbero perdere la continuità lavorativa e molte indennità sinora percepite.

    "Tutti i lavoratori siano assunti alle stesse condizioni economiche e normative", tuonano in coro Fim, Fiom, Uilm e Usb. La decisione di convocare le assemblee e di attivare percorsi nuovi di mobilitazione è stata presa dal consiglio di fabbrica che si è riunito ieri nello stabilimento Ilva di Taranto.
    Intanto sabato dovrebbe tenersi un incontro tra le sigle dei metalmeccanici e i rappresentanti politici ed istituzionali locali. È stato lo stesso consiglio di fabbrica a richiederlo e dovrebbe tenersi alle 9.30 presso la sala consiliare del Comune di Taranto. Usiamo il condizionale perché, nella serata di ieri, il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha sparigliato ancora una volta le carte chiedendo un incontro a Bari con le organizzazioni sindacali. Una scelta che non è stata presa bene da queste ultime dopo le accuse che lo stesso Emiliano aveva pronunciato durante il dibattito del Primo maggio tarantino al loro indirizzo. Il presidente della Regione ritiene infatti i sindacati responsabili della sua esclusione dal tavolo delle trattative presso il Mise.
    I nervi sono tesi e le prossime settimane si prospettano calde se non vi saranno elementi di novità sulla trattativa.

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