Domenica, 24 Giugno 2018

    Ilva, scontro Calenda-Fioramonti. I sindacati pronti allo sciopero

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Il consiglio straordinario di fabbrica tenutosi sabato a palazzo di città ha chiarito una cosa: i sindacati si preparano a mostrare i muscoli sia al Governo che ad Arcelor Mittal. La mente corre veloce all’agosto caldo di sei anni fa quando gli operai, dopo aver appreso del sequestro dell’area a caldo operato dalla magistratura, organizzarono una delle manifestazioni di piazza più importanti di sempre. Non si deve dimenticare che fu quel mare di tute blu, che discese impetuoso dalla fabbrica sino al centro cittadino, ad accendere i riflettori dei media nazionali su Taranto.

    Quella manifestazione plastica di rilevanza oggi potrebbe servire per inviare un messaggio chiaro a chi vuole acquisire il complesso aziendale Ilva. Ma i sindacati sanno bene che le manifestazioni di piazza vanno lasciate per ultime, sono il momento clou della protesta perché oltre esse non rimane più niente. Si deve iniziare piano e fare montare progressivamente la marea. E i segnali della fibrillazione incipiente ci sono tutti.

    Intanto il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha convocato i soggetti coinvolti nella vertenza a Bari per il 9 maggio. Tra i rappresentanti dei lavoratori c’è incredulità e indecisione sul da farsi visto che Emiliano, il Primo maggio a Taranto, ha dichiarato di essere pronto a mettere i tecnici dell’ente al lavoro su un accordo di programma che si basi sull’ipotesi della riconversione economica.

    Ieri invece è andato di scena, su Twitter, lo scontro tra il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e Lorenzo Fioramonti, ministro in pectore dell’Economia nella squadra di Governo annunciata dal Movimento 5 Stelle pochi giorni prima del voto.  Quest’ultimo ha dato eco al documento sull’Ilva che i pentastellati hanno pubblicato sul Blog delle Stelle, sabato scorso, e presentato a Taranto in conferenza stampa. Immediata la replica di Calenda che ha definito il Blog uno strumento da campagna elettorale.

     

     

    Fioramonti ha replicato, ribadendo che il documento è frutto delle valutazioni di una pluralità di cittadini e che la riconversione deve essere messa sul tavolo come opzione possibile tra quelle in discussione.

     

     

    Al di là delle schermaglie, la confusione è massima. E potrebbe ulteriormente aumentare qualora l’attuale Governo dovesse essere sostituito da un esecutivo tecnico o di scopo non legittimato dalle forze politiche più rappresentative. La settimana che si apre oggi è dunque fondamentale anche in questo senso.

    Resta da capire cosa intenderà fare Mittal. Anche incassando il via libera dell’Antitrust europeo avrebbe contro la platea dei lavoratori in rivolta a causa degli esuberi e della trasformazione dei contratti. Inoltre, senza una sponda istituzionale, avrebbe difficoltà a proseguire per la propria strada forte del contratto già sottoscritto. Un puzzle difficile da completare in questo momento e la cui definizione potrebbe allungarsi anche di molte settimane.

     

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