Venerdì, 25 Maggio 2018

    Ilva, Usb: “Tutti assunti o nazionalizzazione”

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    “L’accordo sindacale non seguirà lo schema che il Governo ha proposto. Siamo pronti alla mobilitazione. ​Non accettiamo accordi in cui ci sono lavoratori in esubero né sullo schema degli
    accordi Piombino-Alitalia e senza le necessarie garanzie ambientali. Se Calenda pensa di fare il solito accordino sindacale dove a pagare le conseguenze sono i lavoratori, le famigli e la comunità Tarantina ci vedrà arrivare a Roma in massa.”

    Franco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb, mette in chiaro la posizione del sindacato, rinviando al mittente – il ministro Calenda – l’auspicio che la trattativa si chiusa subito così come è stata intavolato presso il Mise.

    La conferma di questa linea negoziole arriva da Sergio Bellavita dell’Usb nazionale:  “Lo schema del ministro Calenda è prevedibile e scontato come l’ok dell’Antitrust”.  

    Bellavita sottolinea ancora una volta che sul numero dei lavoratori, sulla discontinuità e sui diritti acquisiti,  “non c’è discussione, vanno presi tutti alle stesse condizioni economiche e normative”. Lo stesso rappresentante sindacale aggiunge che, “se  Mittal non accetta queste condizioni,  si deve nazionalizzare. Il centro della discussione non è il mercato, perché il centro è la salute delle persone e il lavoro di 18.000 dipendenti Ilva e appalto”.

    Sulla convocazione di un incontro da tenersi domani in Regione Puglia arrivata direttamente da Emiliano e le dichiarazioni dei 5 stelle Rizzo conferma la disponibilità a dialogare con tutti: “La partita Ilva è troppo importante perché riguarda il presente e il futuro di una intera comunità , per questo ci vuole il coinvolgimento di tutti”.

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