Mercoledì, 20 Giugno 2018

    Ilva, Mittal vuole incontrare Di Maio. Salta vertice coi sindacati

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Arcelor Mittal ora vuole vedere il ministro Luigi Di Maio e capire cosa voglia dire quel trafiletto inserito nel contratto di governo in cui si parla di chiusura progressiva delle fonti inquinanti. Per questo ha messo nel freezer la trattativa con i sindacati ed è saltato l’incontro odierno.

    Del resto la data era solo un'ipotesi per verificare se vi fossero margini di avanzamento in merito alla trattativa. Trattativa che non ha mai fatto grossi passi in avanti rispetto all’ipotesi iniziale che contempla l’assunzione di 10 mila lavoratori sino al 2023 (con la previsione di una riduzione della forza lavoro a 8500 circa dopo quella data) e la discontinuità contrattuale per gli operai destinati a transitare nel gruppo Am InvestCo. Il Governo Gentiloni aveva messo in campo un pacchetto da 200 milioni per gli esodi e cinque anni di cassa integrazione, ma questo non ha fatto desistere i sindacati.

    Il nodo vero è rappresentato dal contratto stipulato da Mittal e dal precedente Governo frutto di una gara internazionale che il colosso franco-indiano si è aggiudicato grazie ad un’offerta economica più vantaggiosa rispetto a quella di Jindal. Cosa farà il Governo? Deciderà di liberarsi da quell’impegno?

    In campagna elettorale Di Maio ha sempre parlato di riconversione economica. Il Movimento 5 Stelle alle scorse elezioni ha specificato che riconversione significa chiusura, bonifica e l’implementazione di economie alternative, ma gli operai sono pronti alla mobilitazione se da Roma non arriveranno risposte soddisfacenti.

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