Martedì, 25 Settembre 2018

    Ilva, è scontro sui numeri tra Fiom e azienda

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Tra Fiom Cgil e gli amministratori straordinari dell’Ilva è scontro sul numeri dei dipendenti che lavorano alle dipendenze del gruppo. Ad innescare la polemica è stato il sindacato dei metalmeccanici che, con una nota inviata alle redazioni, accusa la gestione commissariale di “avere un atteggiamento poco trasparente”.

    “Pare, infatti – afferma Rosario Rappa, componente della segretaria nazionale della Fiom - che l’organico dell’amministrazione straordinaria sia passato, nonostante in questi mesi ci siano stati molti lavoratori fuoriusciti volontariamente, da 13.700 a 14.015. Inoltre, c'è poca chiarezza e nessuna informazione dei lavoratori attualmente impiegato nell'appalto”.

    Tempo qualche ora e arriva il comunicato ufficiale dell’Ilva che riepiloga il numero dei dipendenti in un arco temporale cha va dal 31 dicembre 2015 al 31 marzo 2018.

    “I dipendenti del Gruppo Ilva – è scritto - al 31 dicembre 2015 erano 15.730. Al 31 marzo 2018 l’organico risulta invece composto da 14.526 dipendenti, con un decremento quindi di 1.204 unità. Di questi, il personale rientrante nel perimetro degli asset che verranno trasferiti ad AM InvestCo Italy, al 31 dicembre 2015 era composto da 14.680 unità, mentre al 31 marzo 2018 i dipendenti sono 14.016, con un decremento di 664 unità”.

    Se questi sono i numeri totali, il focus sul personale dirigente dice che quest’ultimo sarebbe passato da 80 a 70 unità. “Il numero di dirigenti rientranti nel perimetro di vendita – scrive l’ufficio comunicazione di Ilva spa - è sceso da 73 a 67 unità, mentre relativamente alla sola Ilva in amministrazione straordinaria la classe dirigente è diminuita da 71 a 66 unità”.

    Insomma, qualcosa non quadra, ma per capire cosa bisognerà aspettare ulteriori controrepliche. Lo scontro però è ormai aperto. Dall’Ilva fanno sapere che “i Commissari Straordinari hanno sempre operato in modo da garantire la stabilità e la continuità delle attività anche dopo l’uscita dall’Azienda di alcuni manager assegnando alcune funzioni, precedentemente ricoperte ad interim, a risorse già presenti all’interno dell’organico o a personale assunto con contratto a tempo determinato”. Mentre dalla Fiom si afferma che “il sindacato come al solito viene tenuto all'oscuro nei processi decisionali che impattano sui lavoratori e messo dinanzi a fatti compiuti da parte degli attuali commissari Ilva”.

    Intanto, per tre giorni, si prevedono le fermate temporanee di una serie di impianti dell'area a caldo e a freddo del siderurgico. Lo stop è conseguenza della fermata del monoblocco numero 3 della centrale termoelettrica 2 per la pulizia dei condensatori. Così, a catena, rallenteranno anche l’acciaieria 2 e gli altoforni 2 e 4.

     

     

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