Giovedì, 20 Settembre 2018

    Ctp, nuova tegola per la Provincia: non potrà nominare l’amministratore

    Altri tre mesi di interdizione per la Provincia di Taranto. È questa la decisione del responsabile dell’anticorruzione del Consorzio Trasporti Pubblici; decisione che ora impedisce alla Provincia – socio di maggioranza del Ctp – di nominare il nuovo amministratore unico.

    Le vicende che stanno riguardando la gestione del Ctp iniziano a diventare piuttosto complicate, soprattutto per chi deve riepilogarne i passaggi salienti. Tutto ha inizio con la nomina di Giuseppe Marraffa quale amministratore dell’azienda provinciale di trasporti. Una nomina fatta dal presidente Martino Tamburrano che costò all’ente Provincia (e non al presidente) un’interdizione per tre mesi. Interpretando il dettato normativo in maniera diversa (e cioè ritenendo che l’interdizione colpisse solo il presidente, ma non l’intera istituzione), il vicepresidente Gentile procedette alla nomina del nuovo amministratore unico: Emanuele Fisicaro. Interpretazione poi smentita dal tribunale delle imprese che ha quindi annullato la nomina di Fisicaro.

    Tale decisione risale a 10 giorni fa. Da allora l’azienda è priva di un amministratore. Per superare quest’impasse, la Provincia ha convocato, per il 5 settembre prossimo, l’assemblea dei soci. I sindacati, però, hanno ritenuto la convocazione non certo tempestiva, lamentando che così facendo si metteva a repentaglio il pagamento degli stipendi di agosto. Per questo, unitariamente, le sigle del settore trasporti hanno inviato una diffida al collegio dei sindaci – organo legittimato a convocare l’assemblea – e, per conoscenza, hanno inviato la missiva anche al Prefetto.

    Se non ci dovessero essere novità e la convocazione rimanesse invariata, la nuova interdizione della Provincia – che ha durata trimestrale – impedirebbe al socio di maggioranza di nominare il nuovo amministratore unico. Per questo si preannuncia una nuova guerra di carte bollate. È prevedibile infatti che la Provincia ricorrerà alla magistratura per l’annullamento del nuovo provvedimento di interdizione, ma questo non farà che aumentare l’incertezza che già incombe sull’azienda.

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