Giovedì, 20 Settembre 2018

    Ilva, fumata bianca. C'è l'accordo: subito dentro 10.700 operai

    "Abbiamo fatto una buona ipotesi di accordo. Alla fine del piano tutti i lavoratori riceveranno una proposta lavorativa in Mittal. Il Mise ha favorito la riuscita della trattativa". L'annuncio del pre-accordo al tavolo occupazionale sull'Ilva arriva via social.

    É la Fiom, tramite Facebook, a comunicare i dettagli dell'intesa. In un video rilanciato sul canale social del sindacato, la segretaria nazionale Francesca Re David spiega così i termini dell'intesa raggiunta:


    "La trattativa è terminata - scrive Francesco Brigati, componente della segreteria Fiom di Taranto, presente al tavolo romano - e, dopo aver sciolto tutti i nodi rimasti in sospeso durante la notte, si è arrivati ad un’approvazione di massima e al momento stiamo leggendo il testo definitivo e allegati. La trattativa si è sbloccata in mattinata dopo che Arcelor Mittal, alla presenza del ministro Di Maio, ha definitivamente sciolto il nodo occupazionale. 10.700 sono i lavoratori che transiteranno da subito in Am InvestCO; ai restanti lavoratori, alla fine del piano, sarà comunque fatta l’offerta in Mittal".
    "Ovviamente - precisa Brigati - qualsiasi ipotesi di accordo dovrà passare attraverso le assemblee e il voto vincolante dei lavoratori".


    La cronaca della giornata di ieri
    La svolta tanto attesa sarebbe quindi arrivata. Si tratta di un passo in avanti rispetto a quanto emerso ieri, ovvero 10.100 lavoratori assunti a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2018 e 200 entro il 31 dicembre 2021. Numeri che non avevano convinto i sindacati ed avvicinato le parti ad un accordo.
    "Allo stato attuale siamo lontanissimi da un accordo", aveva detto la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, che poi aveva aggiunto: "Bisogna vedere quali modifiche sostanziali sono sul tavolo. Continuiamo a chiedere che non ci siano esuberi, che ci sia piena occupazione e che ci sia pieno riconoscimento dei diritti salariali e sindacali. Nessuno di questi punti è garantito".

    "Nei primi testi consegnati le distanze sono ancora molto rilevanti, ma andiamo avanti", aveva affermato il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, durante la pausa del tavolo Ilva al Mise. Le distanze, spiegava Bentivogli, riguardano "assetti occupazionali, la conferma del salario di secondo livello fino a nuova contrattazione aziendale, necessità che il governo confermi i 250 milioni per gli incentivi volontari all'esodo; doppio regime salariale con i neo assunti; conferma dei trattamenti economici e normativi pre-esistenti".

    Molto più netta l'Unione sindacale di base. "Non è possibile alcun compromesso che non garantisca la piena occupazione, diritti, salario e una reale ambientalizzazione" secondo Francesco Rizzo dell'Usb di Taranto e Sergio Bellavita dell'Usb nazionale. Per i due rappresentanti sindacali "lo sciopero resta in piedi in quanto è lo strumento più importante che i lavoratori hanno per difendersi dalla continua quotidiana aggressione ai loro diritti sostenuta da imprese e Confindustria".

     

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