Domenica, 18 Novembre 2018

    Ilva, Mittal fa sapere quante unità assumerà in ogni reparto

    A pochi giorni dal 1° novembre, quando avverrà il passaggio di consegne tra l'amministrazione straordinaria e Arcelor Mittal, il gruppo franco-indiano ha consegnato ai sindacati metalmeccanici il quadro dettagliato dei lavoratori che faranno parte del futuro organico dell'Ilva. E non si tratta di un documento generico effettuato per macroaree, ma di un documento dettagliato che prende in esame ogni reparto.


    Non cambia il numero delle unità da assumere, ovvero 8200. Dal prospetto si evince che nel comparto altoforno e sinterizzazione, comprese manutenzione e funzioni di staff, ci saranno 717 addetti, nelle centrali di manutenzione e pezzi di ricambio 1312 addetti, di cui 799 nelle officine centrali di manutenzione meccanica e 287 nelle officine elettriche, 424 nell’area cokeria, 164 nel facility management (quasi tutti, ovvero 161, concentrati agli affari generali a Taranto), 366 a materie prime e porto di cui 163 allo sbarco materie prime, 57 ai servizi ecologici, 1607 all’acciaieria, 509 alla laminazione a freddo di cui 375 al coordinamento operativo laminatoi a freddo e 616 ai prodotti piatti e tubi.


    Lunedì prossimo i lavoratori che passeranno con Arcelor Mittal troveranno la lettera di assunzione sul portale MyIlva, ma riceveranno un'identica missiva anche a casa tramite raccomandata.


    “Oggi - annuncia all'Agi Antonio Talò, segretario provinciale Uilm - consegneremo a Ilva in amministrazione straordinaria una richiesta per sapere quali sono i suoi progetti per il personale che le rimarrà in carico dopo il distacco del personale ad Arcelor Mittal e cosa intende fare per i terzi, settore dove si sta verificando qualche problema”.


    Il personale che non verrà assunto da Arcelor Mittal rimarrà, infatti, in carico all'Ilva in amministrazione straordinaria che lo collocherà in cassa integrazione straordinaria sino al 2023, anche se è già stata paventata la possibilità di una permanenza in cigs sino al 2025. Parte di questo personale, circa 300 addetti, sarà impegnato dalla gestione commissariale nella bonifica di tutte le aree dello stabilimento di Taranto che non rientrano nel perimetro produttivo che interessa ad Arcelor Mittal.

    Molto critica la Fiom Cgil per la quale l'affittuario inizia con il piede sbagliato: "Ad oggi Mittal non ha ancora chiarito con le organizzazioni sindacali le scelte per l’individuazione dei 8200 dipendenti che entreranno a far parte di Am InvestCo. La Fiom ha infatti chiesto di conoscere, oltre ad uno spaccato dettagliato, il criterio di individuazione del personale attraverso una media ponderata così come previsto dall’accordo ministeriale del 6 settembre scorso".

    I dati forniti alle organizzazioni sindacali - secondo la Fiom - "sono ancora provvisori e soprattutto poco chiari per la mancanza di ulteriori dati necessari ad avere un quadro più chiaro su come Mittal intende ripartire dal 1° novembre".

     

     

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