Domenica, 18 Novembre 2018

    Ilva, protestano i lavoratori in cassa integrazione

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Che non tutti i lavoratori in forza ad Ilva sarebbero stati assunti da Am InvestCo era cosa chiara sin dal principio. Ma i criteri con in quali le tutte blu sono state chiamate non sono ancora chiari. Giovedì a Roma si terrà un vertice al Mise per avere risposte certe dal gruppo Arcelor Mittal. Ma oggi, i lavoratori in cassa integrazione rimasti in carico ad Ilva in amministrazione straordinaria protestano. Il dissenso è evidente e corre sui social network più utilizzati. Ad esempio, un lavoratore Ilva posta sulla bacheca di un sindacalista questo messaggio: nel mio reparto "eravamo tre attrezzisti meccanici, io con 19 anni di stabilimento e con 2 figli, l'altro 17 anni con un figlio, l'altro 16 con un figlio. Solo io mi ritrovo a casa".


    La protesta di questa mattina vuole quindi dare voce a questo disagio. Tutti i sindacati chiedono chiarezza ad Arcelor Mittal Italia. "Prima che si faccia il confronto al Mise" auspica Rocco Palombella, segretario generale Uilm, mentre Valerio D'Alo', segretario Fim Cisl Taranto, rileva che "laddove abbiamo riscontrato irregolarità, chiederemo spiegazioni e, se queste non dovessero arrivare, accompagneremo i lavoratori anche ai ricorsi agli organi competenti se necessario".


    Francesco Brigati, della Fiom Cgil Taranto, ha scritto un lungo post su Facebook a questo riguardo. In esso, cita espressamente alcuni passaggi dell'accordo sottoscritto a Roma il 6 settembre. <iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffrancesco.brigati.3%2Fposts%2F10216138410325674&width=500" width="500" height="280" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allow="encrypted-media"></iframe>


    La Fim Cisl replica a chi, in questi giorni, accusa i sindacati. "Taranto e i lavoratori - prosegue D'Alo' della Fim Cisl Taranto - restano oggetto di chi strumentalizza tutto e vuole far passare la cassa integrazione straordinaria per licenziamento anche se e' tutto l'opposto. Ci chiediamo: dove erano dal 2009 a oggi? Perche' sembrera' strano ai piu' distratti, ma di media - aggiunge D'Alo' - 2000 persone al mese, in Ilva, sono in cassa integrazione da tale data. In quegli anni i lavoratori in cassa non avevano la tutela di un accordo con garanzia a fine piano, non avevano un acquirente e quindi una prospettiva, ma hanno affrontato gli ammortizzatori sociali con la consapevolezza che noi lavoravamo per loro" conclude la Fim Cisl Taranto.

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