Giovedì, 27 Febbraio 2020

    Ordine degli avvocati: «la Corte d'Appello non può chiudere»

     Sull'ipotesi di soppressione della sede distaccata della Corte d'appello di Lecce a Taranto, si è discusso nel corso di una riunione straordinaria indetta dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Taranto che alza la voce contro la paventata chiusura. 

    Per ora è solo una ipotesi, ma già al vaglio del Consiglio dei ministri in tema di riforma della giustizia. Sul sito del ministero della Giustizia si fa riferimento alla proposta di ridefinire ulteriormente la geografia giudiziaria, dopo i tagli del 2012 (con la soppressione di 30 tribunali), limitando tramite accorpamento alcuni distretti di Corte d'appello (probabilmente da 26 a 20). Il sito informa che potranno essere soppresse le sedi distaccate delle Corti, come Bolzano, Sassari e Taranto, “là dove necessario per rispettare gli standard minimi di efficienza”. 

    «L’avvocatura ionica si oppone con forza a questa ipotesi – spiega il presidente dell'Ordine Angelo Esposito- perché la soppressione, a fronte di un grave disservizio per cittadini ed avvocati non comporterebbe chissà quale risparmio al governo e poi perché non è vero che la sezione distaccata di Taranto non mantiene standard di efficienza, anzi, il numero di procedimenti giudiziari non è assolutamente diminuito rispetto a quando fu istituita la sezione distaccata».
    Il presidente Esposito annuncia che convocherà presto la consulta delle associazioni di categoria per portare la discussione al centro del dibattito di tutti gli avvocati tarantini. Rilancia inoltre la costituzione del comitato per il mantenimento della sezione distaccata a Taranto, al quale auspica la partecipazione anche da parte dei magistrati ionici ed invita infine i due parlamentari ionici Michele Pelillo (Pd) e Gianfranco Chiarelli (Fi), entrambi avvocati, a far sentire al governo la voce di dissenso su tale sciagurata ipotesi.
    «Le logiche del risparmio della spending review e della razionalizzazione – prosegue Esposito - non possono passare a spese della qualità di vita dei cittadini e dei loro diritti costituzionali. Il danno per i cittadini di Taranto e della sua provincia in termini di servizi e garanzie sarebbe enorme, un colpo mortale al territorio, oltre ai gravi disagi derivanti dalle trasferte, che comporterebbe per gli avvocati, specie quelli che operano nella provincia occidentale».

     

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