Domenica, 19 Novembre 2017

    Borsci: in bilico posti di lavoro e produzione In evidenza

    Si riaffaccia lo spettro del licenziamento per i 10 lavoratori della Borsci di Taranto. Il prossimo 22 ottobre scadrà infatti l’ultima proroga di sei mesi concessa al gruppo Caffo. Ed in assenza di soluzioni alternative, non ci sarà altro modo per scongiurare la perdita del posto per queste unità occupazionali.

    E’ quanto emerso ieri, venerdì 14 ottobre, al termine dell’assemblea nell’industria di liquori sulla strada per Martina Franca. Oltre al segretario generale della Uila Uil di Taranto, Antonio Trenta, c’erano anche Sante Bernalda della Flai Cgil e Antonio La Fortuna della Fai Cisl. “Siamo seriamente preoccupati per il futuro della Borsci a Taranto - commenta Trenta - perché da parte della curatela, almeno fino ad oggi, non è arrivato alcun segnale rassicurante. Restando così le cose, se il gruppo Caffo non otterrà un’ulteriore proroga o, meglio, l’assegnazione definitiva, dopo la fatidica data del 22 ottobre, inevitabilmente la produzione del noto elisir nostrano sarà interrotta e tutti i dipendenti attualmente in forza saranno mandati a casa”.

    Per evitare questo rischio, Uila Uil unitamente a Flai Cgil e Fai Cisl ha già scritto ieri stesso a Michele Coviello, responsabile del servizio Controversie collettive per la Provincia di Taranto, ed ottenuto nella serata una convocazione per lunedì alle 10,30. Parteciperà anche il presidente della provincia di Taranto Martino Tamburrano. “Ci auguriamo - afferma Antonio Trenta - che al tavolo possano essere presenti tutte le parti interessate, ovvero il gruppo Caffo, la curatela e l’assessore alle Attività produttive del Comune, Giovanni Guttagliere, oltre al già annunciato presidente Tamburrano”.

    Alle istituzioni, i sindacalisti sollecitano un rapido intervento perché facciano in modo che la Borsci non chiuda per sempre i suoi cancelli a Taranto. “Il rischio purtroppo - avverte Trenta - è molto elevato attualmente perché delle due proposte che sono tuttora in corsa per l’assegnazione definitiva, solo il gruppo Caffo ci ha garantito, ad oggi, in tutte le occasioni nelle quali ci siamo incontrati, che la produzione, in caso di assegnazione definitiva, resterà a Taranto prevedendo inoltre un’implementazione e diversificazione delle produzioni con un consequenziale aumento dell’organico”.

    La fine delle attività dell’industria di liquori a Taranto significherebbe anche la perdita di un marchio storico della città, conosciuto in tutto il mondo. “E questo - aggiunge il sindacalista - il nostro territorio non può permetterselo. Se realmente vogliamo diversificare l’economia locale e svincolarla dalla grande industria, dobbiamo puntare sulle nostre risorse agroalimentari, sulle ricchezze che hanno fatto la storia della città”. Senza considerare il fatto che “oggi perdere un posto di lavoro nel nostro Paese è un dramma, perderlo a Taranto è una tragedia”.

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