Il maltempo costerà 500mila giornate di lavoro in meno nei campi. Uila Uil: «urgono provvedimenti» In evidenza

Mercoledì, 11 Gennaio 2017 14:26

In considerazione delle ingenti ripercussioni negative del maltempo anche per il settore dei lavoratori agricoli, la Uila Uil di Taranto chiede interventi ad hoc in aggiunta allo stato di calamità naturale da riconoscere ai comuni del territorio ionico colpiti dalla neve e dal gelo degli ultimi giorni.

Danni ingenti, tuttora incalcolabili, nella zona occidentale della provincia di Taranto. Non sono però compromessi solo bestiame e colture, ma anche il lavoro nei campi. Urgono per questo provvedimenti aggiuntivi al riconoscimento dello stato di calamità dopo il maltempo degli ultimi giorni. La Uila Uil lancia un accorato appello ai consiglieri regionali del territorio ionico anche in seguito alla disponibilità del ministro Martina a riconoscere la drammaticità della situazione pugliese, a patto che la richiesta giunga dalla Regione. E allora, nello stato di calamità siano inclusi anche interventi ad hoc per gli addetti del settore.

“I nostri consiglieri regionali locali - afferma Antonio Trenta, segretario generale della Uila Uil di Taranto - si attivino subito per sollecitare il governatore di Puglia, Michele Emiliano, a predisporre tutte le procedure per la richiesta dello stato di calamità tenendo conto della situazione globale. Neve e gelo hanno infatti compromesso centinaia di aziende agricole ubicate nel territorio che va da Massafra fino a Ginosa. In queste zone da sempre ci sono coltivazioni specializzate di prodotti agricoli che rappresentano eccellenze del nostro territorio come uva, agrumi, ortaggi, vivai e via dicendo, e aziende zootecniche, in particolari ricadenti nel territorio di Laterza sommerso da un metro di neve. Man mano che trascorrono le ore gli effetti del maltempo si fanno più evidenti”.

Ma il sindacato dei lavoratori agricoli è seriamente preoccupato anche e soprattutto per la categoria che rappresenta: “Ogni anno diverse migliaia di lavoratori agricoli, anche migranti dalla zona orientale, a seconda della fase lavorativa, prestano servizio in questo territorio che offre appunto tanto lavoro alla manodopera agricola di tutta la provincia di Taranto e buona parte anche di quella brindisina. E’ quindi evidente che ora che tante coltivazioni sono andate perse, tanti vigneti sono stati distrutti dal peso della neve, numerose stalle sono crollate con la relativa perdita di bestiame, ci saranno anche inevitabili e serie ricadute in termini occupazionali”.

Secondo i calcoli della Uila Uil, il maltempo degli ultimi giorni ha tagliato almeno 500mila giornate di lavoro, che verranno meno solo nel 2017.
“In questa situazione di straordinaria emergenza - prosegue Antonio Trenta - bisogna fare di più dell’ordinaria, per quanto necessaria, dichiarazione dello stato di calamità naturale. In particolare, la Regione Puglia dovrà ricercare rapidamente delle soluzioni per dare sostegno alle tante aziende agricole in ginocchio che danno lavoro ogni anno a migliaia di lavoratori agricoli. Ci aspettiamo allora, in modo trasversale, da tutti i consiglieri regionali della nostra provincia, il massimo impegno per far ripartire un settore assolutamente strategico per la nostra Regione e per il Paese”. 

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