Giovedì, 20 Giugno 2019

    Panarelli: “La mia non riconferma un fulmine a ciel sereno”

    L’ex allenatore del Taranto, Gigi Panarelli, saluta la città e confessa di essere rimasto sorpreso dalla decisione della società di non riconfermarlo per la prossima stagione agonistica: “Per me è stato un fulmine a ciel sereno, il presidente aveva detto in passato che se non si fossero vinti i playoff avrebbe cambiato tutto, ma c’erano poi stati degli elementi nelle settimane successive che facevano presagire la possibilità di costruire qualcosa ancora insieme. Non sono io a dover dire se meritassi o meno la riconferma, anche se i risultati sul campo sono giunti. Rispetto la decisione assunta dal presidente Giove e valuterò anche gli aspetti che possano essere migliorabili per il mio futuro. Il campionato non l’ho vinto, però per il 90% sì, quindi si poteva programmare. A chi verrà dopo di me auguro buon lavoro, è giusto che sia accolto da tutti con grande fiducia”.

    Il tecnico tarantino non condanna la maniera nella quale Giove ha deciso di sollevarlo dall’incarico : “Il presidente è una persona passionale, che ci tiene tantissimo al Taranto. In quel momento magari il modo nel quale lo ha riferito può essere condivisibile o meno, ma lo capisco perché mette sempre cuore e passione e dunque non mi sento di giudicarlo. Ieri mattina mi sono incontrato con lui dopo non essermi sentito per 4 giorni, ci siamo guardati in faccia ed entrambi abbiamo mostrato amarezza”.

    Panarelli confida di essere addolorato e non condivide il pensiero sul dover prendere un allenatore esperto: “Ho sacrificato volutamente tanto tempo anche alla mia famiglia, il dolore di questa mia non riconferma è enorme. Avrei voluto continuare il percorso di crescita. Questo è un giorno che non avrei mai voluto arrivasse, ma il calcio è anche questo. E’ doveroso ringraziare tutti, dalla città allo staff tecnico e sanitario senza ovviamente dimenticare la stampa, i miei calciatori ed il presidente Massimo Giove, il quale è stato coraggioso, ha subito tante critiche, ma mi ha dato l’opportunità di allenare la squadra del mio cuore. Mi ha dato moltissimo questa esperienza, è stato un cammino difficile e tortuoso, ma anche affascinante ed avvincente. Vorrei fare comunque un appunto su ciò che ho sentito in questi giorni. Si parla di prendere un allenatore esperto, ma l’esperienza non si accumula solo con l’età ma lavorando nel settore. E’ fondamentale avere personalità, carattere, dedizione, concentrazione e professionalità per dare tanto. Taranto è una piazza esigente e con grandi pressioni, se non hai personalità non ti puoi approcciare facilmente in questa città. Ho avuto l’onore di iniziare e finire il campionato, ciò che molti non sono riusciti a fare. Occorrerebbe comunque cambiare la mentalità italiana basata solo sui risultati – prosegue Gigi Panarelli -, soffermandosi soprattutto sulla programmazione e sulla crescita”.

    Per l’ex trainer dell’Altamura il calo della squadra è dovuto ad aspetti psicologici: “Secondo me è stata una questione mentale, non fisica, non siamo andati infatti in difficoltà per tutto il girone di ritorno. Il calcio è composto da diverse dinamiche, potrebbero aver influito anche alcune metodologie di allenamento. La mia prerogativa era non mollare mai, invece ho visto un gruppo che ha mollato come atteggiamento. Sono anche accaduti tanti episodi che ci hanno accompagnato, come le varie sentenze, la testa fa molto nel calcio e a volte l’inconscio può farti brutti scherzi. Forse la testa di qualche giocatore si è svuotata involontariamente perché ogni persona è diversa da un punto di vista caratteriale, quindi è possibile che ci sia stato uno scoramento anche per la continua rincorsa verso la vetta ha probabilmente influito”.

    Il suo leit-motiv è sempre stato assumersi le responsabilità: “E’ importante mettersi sempre in discussione e non addossare le colpe agli altri senza mai essere autocritico. In tutto quello che ho fatto mi sono sempre preso le mie responsabilità, vivo così non per prendere consensi ma per crescere ogni giorno e migliorare nella vita quotidiana e sportiva”.

    Non ci sono stati durante la stagione lati oscuri da occultare: “Non ho avuto problemi con niente e nessuno – ammette Panarelli -, se ce ne sono stati i panni sporchi si sono sempre lavati in casa. Non sto nascondendo alcuna problematica, è ovviamente evidente che quella squadra che aveva raggiunto importanti traguardi quasi tutto l’anno non è stata la stessa nell’ultimo periodo, con l’apice negativo di domenica scorsa con i cinque gol subiti a Cerignola”.

    Il suo obiettivo era cominciare dall’inizio a lavorare: “Non cambierei nulla, avrei voluto però cominciare dall’inizio,  è il mio unico rammarico. Io ero comunque consapevole di avere una squadra non costruita da me, accettai molto volentieri l’incarico ma dissi al presidente di voler poi prendere successivamente altri calciatori più consoni per il mio modo di vedere il calcio”.

    Sul futuro: “E’ passato troppo poco tempo, magari tutti credevano che rimanessi qui e finora – conclude Panarelli - non ho ricevuto chiamate da altri club”.

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