Lunedì, 22 Luglio 2019

    Silva e Maiuri: due ex incrociati sulle panchine di Brindisi e Taranto

    A poche ore dalla disputa del derby abbiamo interpellato Massimo Silva ed Enzo Maiuri, due tecnici che hanno  guidato entrambi sia il Brindisi che il Taranto  lasciandosi dietro ricordi felici ed emozioni indelebili. Partiamo da  Silva, artefice di un campionato vinto in C2 con il Taranto nella stagione 2000-01 nel quale effettuò una cavalcata  vincente subentrando a torneo iniziato recuperando 8 punti di svantaggio al Campobasso.

     

    Entusiasmante anche il campionato di serie D  vinto alla guida del Brindisi nel 2008-09 con  sette vittorie  nelle prime sette giornate con il salto in C2 con tre turni di anticipo . Chiediamo subito a Silva che giudizio ha del nuovo tecnico del Taranto Massimiliano Favo . 

    Conosco bene Favo perché quando guidavo l’Ascoli lui era il tecnico della Primavera: è una persona competente che ha acquisito molte esperienze in D, vincendo anche un campionato a Viterbo. E’ un tecnico moderno che ha sempre cercato soluzioni ampie passando dal 4-4-2 al 4-3-3 e poi al 4-2-3-1 e poi ama molto lavorare valorizzando i giovani calciatori. Sicuramente farà molto bene a Taranto. 

    Taranto e Brindisi, due tappe di differente significato emotivo per Silva che le ricorda così :

    Taranto l’ho vissuta intensamente per soli sei mesi vivendo emozioni grandissime con una tifoseria incredibile di 20.000 spettatori domenicali che faceva sentire la sua pressione sui giocatori . Brindisi , essendo anche più piccola come città, non affollava lo stadio come a Taranto ma l’entusiasmo e la carica erano simili; in comune ricordo che erano due tifoserie entrambe molto esigenti e competenti. 

    Pensando al calcio odierno fa riflettere vedere in A città come Empoli e Sassuolo o come in B la neopromossa Entella, espressioni di un calcio di provincia e vedere invece piazze come Taranto e Brindisi, per un ventennio protagoniste tra i professionisti, relegate tra i dilettanti. Ma allora il calcio a certi livelli nel futuro sarà solo per chi ha molti soldi, fosse anche un paesino di 2.000 abitanti ?

    Penso che questa situazione possa cambiare soltanto ad una condizione: la parola magica è organizzazione , cosa non facile a realizzarsi perché nelle grandi piazze decadute la gente vuole tutto e subito e le società subiscono tanta pressione dall’ambiente. Il Taranto , ad esempio, quest’anno sembra aver trovato le persone giuste per programmare un futuro calcistico ai livelli che gli compete: taglio sugli ingaggi, organizzazione societaria, staff tecnico con persone competenti che hanno ognuno un ruolo ben preciso. E’ chiaro che ci vuole del tempo ma  poi i risultati arrivano.

    Lei ora allena in Lega Pro con il Grosseto ma segue anche le vicende di Taranto e Brindisi anche se da lontano? Cosa sa del girone H e quali le qualità che occorre avere per vincere questo tipo di tornei? 

    Sicuramente il girone H è un po’ una Champion  League della serie D: squadre di gloriosa tradizione calcistica che lottano per un solo posto disponibile e tanti giocatori di serie superiore che alzano il livello tecnico del torneo: non basta una grande condizione atletica e dei buoni calciatori per vincere ma conta soprattutto la condizione mentale. In questo girone condiziona molto il fattore ambientale e quindi le squadre devono conservare un grande equilibrio psico-fisico senza permettersi dei cali di tensione soprattutto contro avversari che puntano sulla forza fisica, sull’aggressività e anche sulla provocazione. Il Taranto mi sembra messo bene da questo punto di vista, mentre il Brindisi deve rivedere qualcosa nel suo assetto mentale e tecnico perché con quei valori tecnici non dovrebbe andare così in sofferenza. 

    Enzo Maiuri, ex capitano di mille battaglie in maglia rossoblù, fino a ieri sembrava sul punto di guidare il Brindisi.  Ha anche lui già vissuto l’esperienza di allenatore in entrambe le piazze ma con alterni successi: nella stagione 2011-12 ha guidato dalla quattordicesima giornata il Brindisi portandolo con un cammino in crescendo alle soglie dei play-off di serie D . Nella passata stagione ha avuto l’opportunità di realizzare il sogno di guidare il Taranto ma , a causa di divergenze tecniche con la società , non ha potuto avere una squadra costruita secondo le aspettative  ed ha subito l’esonero dopo cinque giornate. Un passo falso che non fa dimenticare le tante stagioni vissute positivamente nella sua carriera di ottimo tecnico.  -Enzo, domenica è derbissimo: chi rischia di più tra Brindisi e Taranto ?  

    E’ una partita determinante per il Brindisi che cerca un pronto riscatto ma che , in questo momento, ha qualche problema mentale e soffre la pressione di dover vincere dopo essere stata dichiarata una corazzata. C’e’ chi riesce a gestire questo peso e chi no :   c’e’ da dire che la squadra è stata costruita per il 4-4-2 con Danucci , ottimo giocatore attualmente sotto pressione, che ,essendo portato per un  centrocampo a tre , soffre perchè dovrebbe avere ai suoi fianchi due mediani dalla grande pressione che possano permettergli il suo gioco fatto di trame e geometrie di buona fattura. Invece il Brindisi attuale ha il problema della coperta troppo lunga o troppo corta e deve rivedere il suo assetto.   

    Il nuovo tecnico dei biancazzurri è l’esperto Castellucci: pensi sia in grado di rimettere tutto a posto in questo Brindisi deludente?

    Certo, mi sembra l’uomo giusto al momento giusto: lui saprà dare subito una scossa alla squadra e in grado di darle un gioco più brillante: sa passare dal 4-4-2  al  4-3-3  proponendo sempre un calcio di stampo offensivo.  

    Del Taranto cosa ci dici?

    Dico che l’ho visto e mi sembra una buona squadra cui manca poco per essere protagonista per la vittoria finale. E’ ben organizzato e solido ; se crea delle alternative a qualche under e affianca una punta all’ottimo Genchi, che ho allenato a Nardò , può diventare la squadra da battere.

    Molinari e Mignogna da “fratelli del gol” ad avversari: chi sarà più decisivo nel derby?

    Beh, entrambi sono giocatori che hanno grande qualità per incidere sulla partita ma da soli non fanno squadra: chi potrà essere messo meglio nelle condizioni dal resto del gruppo farà la differenza in campo. 

    A questo punto  Enzo  è di rito il tuo pronostico: chi la spunta tra Brindisi e Taranto?

    A questa domanda rispondo soltanto dicendoti che escludo il pareggio…vinca il migliore!!

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati