Lunedì, 16 Settembre 2019

    Favo: Contro la Scafatese voglio verificare la maturità della mia squadra

    E’ un mister Favo loquace e pieno di risposte esaurienti quello che si affaccia stamattina in sala stampa prima del match contro la Scafatese. Gli chiediamo subito come sta la squadra dopo la bella prestazione contro il favoritissimo Brindisi, culmine di un ciclo di partite difficili superato con grande personalità e precisa fisionomia di gioco.

     

    La squadra sta bene, lavora con entusiasmo e il problema che abbiamo affrontato con i ragazzi e’ quello che i campionati non si vincono trovando motivazioni soltanto contro squadre attrezzate ma ci vuole la stessa intensità mentale e consapevolezza contro le squadre meno attrezzate. Questo è ciò che voglio verificare dei miei ragazzi anche finora sono abbastanza soddisfatto del loro approccio mentale. Si è parlato sulla buona fattura del gioco che questa squadra sa proporre ma ora è il momento di badare al sodo, dare continuità ai risultati e portare fieno in cascina; in questo momento mi interessa soprattutto tornare   vincere dopo due pareggi piuttosto che giocare bene, anche per il pubblico che e’ tornato ad entusiasmarsi come lo scorso anno.

    Pubblico che ha accolto con soddisfazione e piacevole sorpresa l’arrivo di un calciatore da serie A come  Inacio Pia: lo vedremo in campo subito?

    Inacio e’ un giocatore dalla fibra brillante e , anche se non ha seguito una preparazione opportuna, si è allenato da solo molto bene ed e’ un ragazzo di grande umiltà che non è sceso a Taranto con la puzza sotto il naso, anzi è il primo che incita i suoi compagni e l’ultimo a lasciare l’allenamento. Deciderò poco prima della partita se impiegarlo ma non voglio creare subito aspettative . I presupposti sono buoni perché caratterialmente e’ il tipo di giocatore che piace a me

    Momentaneamente ha lasciato da parte il suo modulo preferito , il 4-2-3-1 cambiando spesso durante lo svolgimento delle partite. Ha scelto quale sarà il modulo definitivo?

    Non e’ una questione di moduli perché più o meno si equivalgono tutti ma il cambiamento di atteggiamento tattico dipende dalle caratteristiche dei giocatori che ho e dal tipo di partita che voglio impostare : ad esempio,   Ciarcià e’ stato utilizzato inizialmente come interno , ruolo nel quale tocca molti palloni ma non mi sveltisce il gioco, cosa che sta facendo invece con grande continuità e varietà da quando è tornato nel suo ruolo naturale di esterno destro. Quando facciamo il 4-3-3 Giampaolo puo’ darci una mano ma se ho bisogno di un mediano devo optare per un giocatore più rapido Possiamo giocare in tanti modi; a me interessano solo l’intensità e il carattere e cambiamo  spesso perché ho giocatori molto duttili che si sacrificano con grande naturalezza e che mi seguono bene.

    Tra qualche giorno saranno trascorsi due mesi da quando ha preso in mano questa squadra che ha superato mille traversie, da una partenza tardiva ad una rosa costruita a piccole dosi, con poche amichevoli disputate e con dei ruoli ancora scoperti. In cambio ha ricevuto punti, imbattibilità, belle prestazioni e una squadra che non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. Si ritiene soddisfatto volendo fare un consuntivo?

    Ora finalmente mi sento in credito : considerato quanto io sia esigente, quanto chieda  tanto sino al limite della sopportazione, sono contento perché i ragazzi stanno superando tutte le difficoltà di volta in volta e sono sempre più convinto di aver scelto bene questa piazza per la quale farò l’impossibile per cercare di regalare la vittoria finale. Ciò di cui sono molto contento è l’aver vinto un po’ di scetticismo generale portando una mentalità diversa a Taranto e dobbiamo continuare con questa umiltà. Stiamo dando un ‘idea di gioco, di sofferenza e di sacrifico che piace alla gente e stiamo dimostrando che non sono i grandi nomi a fare grande una squadra, come ricordo che si pensava e si esigeva quando sono arrivato a Taranto. Vedo che con l’arrivo di Pia la gente si è ulteriormente gasata ma a me non interessa il nome; il nome serve in funzione del fatto che diventi uno di noi e se non fa ciò che voglio in campo con me non gioca.  Sono un’incontentabile e non sarò soddisfatto sinché non sarò lì, in vetta alla classifica con  i giocatori che avranno dato  tutto e tutti in campo il loro impegno e sacrificio.

     Dal punto di vista psico-fisico quanto manca alla squadra per essere al massimo?

    Dobbiamo ancora migliorare alcune cose come, ad esempio, l’approccio ai  primi minuti che a Brindisi non mi è piaciuto, così come cinque minuti dopo il gol subito abbiamo capito la chiave di lettura della partita cambiando in toto l’atteggiamento. Probabilmente e’ un vizio di consapevolezza dei nostri mezzi. Mi sembra i capire che dobbiamo sempre credere dentro noi stessi prima di capire che siamo una buona squadra. Io credo che noi dobbiamo provare sempre a vincere perché il punticino è qualcosa di insoddisfacente , è un bicchiere pieno a metà. Adesso abbiamo una squadra quasi completa perché ci manca qualche ricambio per gli under come la società ben sa e per i quali provvederà al momento opportuno.  Sarei stato bene anche senza Pia che ci darà una grossa mano con la sua umiltà e qualità ma ringrazio la società che mi ha regalato un’ulteriore alternativa per l’attacco a conferma che il presidente lavora nell’ombra con Montervino con grande entusiasmo e riserva sempre sorprese positive

    Mister, ha notato sicuramente che nelle ultime tre partite con l’ingresso di Gaeta la squadra e’ andata subito in gol. Solo coincidenza ?

    Come ho già detto in altre occasioni Gaeta è un giocatore che i tifosi tarantini scopriranno nel tempo man mano che la sua condizione sarà arrivata al top. Certo è che il suo ingresso sposta l’attenzione dei difensori anche su di lui creando più spazi a Genchi : Gaeta saprà farsi valere perché ha tecnica sopraffina e fiuto del gol e può fare sia il trequartista che la punta, prima o seconda che dir si voglia. Insomma, la sua presenza in campo dà grossi vantaggi comunque. Ora sta bene come tutto il gruppo che vuole regalare la prima vittoria allo Iacovone contro la Scafatese, partita che per me ha importanza per verificare la raggiunta maturità del nostro atteggiamento mentale anche contro le squadre meno blasonate.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati