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Taranto-Arzanese: Cosa ha funzionato e cosa no

By Angelo Leone Novembre 11, 2014

Per la prima volta in campionato abbiamo visto un Taranto deludente e povero di idee che ha salvato la sua prestazione contro una combattiva Arzanese con dieci minuti finali in cui i tifosi hanno visto la squadra che vorrebbero cosi rabbiosa per molti piu' minuti. Stavolta la nostra analisi tecnica ha focalizzato piu' ombre che luci, che vi proponiamo come al solito in pillole.

 

Cosa ha funzionato

Pur giocando per lunghi tratti con prevedibilità e ritmi bassi, il Taranto ha combattuto nel finale per orgoglio personale e voglia di regalare un risultato positivo ai tifosi. 

La conferma del valore di Ibojo che non sta sfigurando nel sostituire un top player come Marino. Sicurezza, calma e intraprendenza nel partecipare al gioco anche in attacco ne hanno fatto un elemento gradito dal pubblico.

Il temperamento, la grinta, l'intelligenza e il fiuto del gol di Gabrielloni, under di valore cui manca poco per diventare un idolo come Genchi che ha sostituito alla grande.

La capacità di lettura tattica di mister Favo che difficilmente opera cambi sbagliati. Domenica artefici del successo sono stati due panchinari.

Il senso tattico e la capacità nel gioco aereo di Oretti, sia in fase di tamponamento in mediana che nelle situazioni su palle inattive.          

Le sgroppate con precisi cross di Porcino, tra i pochi capaci di arrivare sul fondo o in area avversaria.

Cosa non ha funzionato

Mirarco è un ottimo portiere ma in molte occasioni sta peccando di eccesso di sicurezza nel posizionarsi troppo avanti rispetto alla porta. Anche domenica scorsa e' entrato in concorso di colpa sul gol del vantaggio campano.

La squadra concede qualche varco di troppo sul lato sinistro difensivo in fase di non possesso.

La squadra, dopo o primi venti minuti di forcing, ha mollato giocando con sufficienza e senza cattiveria per quasi un'ora.

Marsili, Ciarcia' e Mignogna non hanno dato velocità e creatività al gioco portando troppo palla al piede.

Tranne lo spunto in avvio tra Pia e Gabrielloni non si sono visti inserimenti centrali dei centrocampisti verso l'area avversaria.

Pia e' sembrato un corpo morto in questa squadra: non bastano due fiammate per convincere i tifosi sulla sua reale utilità in questa squadra in cui  lui dovrebbe anche correre con o senza palla al piede.

Il giovane Russo ha deluso ancora confermando di dover completare il suo percorso di maturazione per meritare un posto di titolare fisso.

Si effettuano raramente gli affondi uno contro uno perché non abbiamo ali realmente offensive .

Si continua a tirare poco da lontano. 

Questo il responso dopo la gara vinta in sofferenza sull'Arzanese: un match comunque utilissimo per rafforzare il morale, essendo il Taranto anche imbattuto, in vista del match dell'anno sul campo della capolista Andria. Li' i rossoblù dovranno necessariamente concentrare tutte le proprie qualità positive e ridurre al minimo storico pause ed errori: quella sarà una partita da vincere a tutti i costi per dare convinzione totale alla squadra di potersi sentire leader e non outsider.

 

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