Sabato, 14 Dicembre 2019

    L'ANALISI TECNICO-TATTICA IN PILLOLE DOPO TARANTO-SAN SEVERO

    Il Taranto vince ancora e recupera punti in classifica battendo il San Severo, avversario tra i meno impegnativi visti in questa stagione. Eppure c'è voluto un gol a tempo scaduto per avere ragione dei murgiani , chiusi in un catenaccio anni 60 teso a difendere lo 0 a 0. Poche le indicazioni fornite da questo match: proviamo a riassumerle

     

    COSA HA FUNZIONATO

    E' stato il Taranto piu' martellante  e continuo di questa stagione nell'attaccare per l'intero match.      

    Mentre in precedenti partite l'azione offensiva era concentrata prevalentemente sul versante sinistro, stavolta si è cercato di alternarle entrambe.

    La squadra è stata piu' corta e lucida nel cercare i collegamenti tra le linee sbagliando meno passaggi ed aperture e aumentando la presenza in zona gol.

    L'ingresso di Vaccaro ha evidenziato l'importanza di avere un giocatore con le sue caratteristiche: un mediano aggressivo sui portatori di palla, un calciatore capace di saltare l'uomo e colmare gli spazi che si aprono al limite dell'area con naturale propensione al tiro . Tutte doti di cui già il ragazzo ha regalato un saggio nei venti minuti giocati.

    D'Avanzo e' l'esterno che mancava in quanto elemento che sa partire con finte e dribbling sulla fascia destra e pronto a convergere centralmente    con il suo piede preferito per andare al tiro (  suo un rasoterra salvato sulla linea di porta) o per servire assist di qualità ai compagni.

    Se lo scorso anno avevamo due portieri che insieme non ne davano uno completamente affidabile, abbiamo conferma che laddove mancasse come domenica scorsa Mirarco, c'è un Maraglino sicuro e reattivo .

    Gabrielloni e' ormai una certezza. Il ventenne ha siglato il suo quarto gol , come i precedenti da vero opportunista dell'area piccola, e dobbiamo tener conto che pur avendo giocato poche partite per intero  ha al suo attivo anche un paio di gol annullati oltre a qualche palo colpito, per non dire delle parate miracolose dei portieri avversari sui suoi frequenti tentativi.

    Buono l'esordio del giovane tarantino doc Cimino in difesa dove è stato pulito nel gioco ed ha saputo anche inserirsi in avanti sgroppando sulla fascia destra. Nel finale di partita ha avuto anche coraggio a stringere i denti continuando a correre  pur colpito da crampi, per poi essere sostituito tra gli applausi del pubblico.

    Prosperi e' sempre un uomo simbolo pur avendo giocato la sua prima gara intera.Il capitano e' stato perfetto ed ha anche sfiorato un gol: lodevole il suo attaccamento alla maglia.

    COSA NON HA FUNZIONATO

    Mignogna , pur entrando anche stavolta nel gol che ha deciso il match, e' sembrato giocare con pica serenità al punto da commettere errori inattesi da uno come lui, si in fase di rifinitura che di conclusione. Probabilmente non riesce a dare cio' che mister Favo vorrebbe e così il buon Ciccio si danna sentendosi incompreso. Con l'arrivo di D'Avanzo sembra precluso sempre piu' il suo posto nell'undici di partenza.

    Ancora qualche tocco di troppo nella manovra offensiva. Il San Severo si è chiuso a riccio , e' vero, ma con qualsiasi altro avversario i tocchi vanno ridotti e occorre tirare di più da fuori area.

    La squadra stenta a procurarsi calci di punizione dal limite dell'area. Cio' e' dovuto alla mancanza di giocate strette con dribbling da parte dei centrocampisti destinati ad inserirsi. Un problema che dovrebbe scomparire presto con l'innesto di due incursori di qualità come D'Avanzo e Vaccaro.

    Il Taranto manda molti palloni in area ma si sente l'assenza di un vero punto di riferimento alla Molinari , per intenderci, che sia pronto al guizzo, al colpo d'istinto, all'unghiata sotto porta.

    Questo è quanto ci ha lasciato il match contro il San Severo; il volto di una squadra che cresce ma che può e sarà capace di eliminare alcuni difetti cronici con il mercato in modo da dar emergere sempre più i grandi pregi di fondo del Taranto brillante e offensivo che mister Favo sa di poter mettere in campo da qui alla fine.

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